Blog rosso in soliderietĂ  ai monaci in Birmania




giovedì, 15 maggio 2008
Ho fatto un sogno strano, non era un sogno dove succedevano molte cose, come di solito accade, era un sogno statico, io ero li in braccio a te, me ne stavo a cavalcioni, a occhi chiusi e stare li, tranquilla, mi faceva sentire bene.
Non avrei voluto svegliarmi da quel sogno...
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categoria:sogni


giovedì, 15 maggio 2008
Quello che vede la donna è orribile, dentro l'armadio c'è Lucia, accucciata e con gli occhi chiusi, il volto niveo, le labbra e le estremità cianotiche.
"E' morta congelata!" pensa e il pensiero non ha nemmeno la forma di una frase, è nella sua forma primitiva di orrore e paura, tocca la piccola con delicatezza, teme di romperla con le sue mani calde e al tatto è gelida, la prende in braccio e piange, le sue lacrime sembrano roventi sulle guance, e le sue guance sembrano roventi quando le appoggia al volto della figlia. Quanto è fredda? Da quanto?
Urla di nuovo, un urlo che pare il lamento di un animale ferito e il marito dalle viscere della Casa lo sente.
Sente l'angoscia, la paura e il pericolo e si riscuote. Ora la paura che rpovava è sovrastata dal desiderio di proteggere, al buio si precipita verso le scale, sbatte il braccio contro qualcosa, sente una fitta acutaattraversarlo... spera che non si sia rotto nulla e sale le scale, precipiotosamente, posa il piede su una chiazza unta, scivola, cade sbatte il ginocchio, ha l'impressione che la casa lo voglia ostacolare a tutti i costi, ma si rialza e zoppicando torna a salire, una mano appoggiata al muro, i piedi a cercare il gradino successivo, prova l'angoscia della cecità e vorrebbe urlare anche lui, ma un secondo urlo della moglie lo raggiugne e il panico e il dolore di quelle urla sono tali da fargli dimenticare il dolore e la pridenza, torna a correre, sbatte la testa e per qualche attimo la salita nera si riempie di stelle e lampi dai colori vividi, finalmente raggiugne la maniglia e si precipita al piano di sopra da cui giungono i lamenti.

Li trova la moglie in lacrime che abbraccia Lucia e la bambina sembra morta.
:-Salvala, salvala!- Piange sua moglie e lui vorrebbe urlare "Sono un medico non un Santo!", poi controlla il panico crescente, si avvicina alla figlia e con sollievo constata che respira ancora, debolmente ma respira, la prende in braccio, fa alzare la moglie tirnadola per un braccio e si precipita giù per le scale, ha bisogno di calore, ha bisogno di fuoco!

Aurora sa, così come sa il fratello, entrambi sanno che lui era a conoscenza dell'incidente e sia lui che la sorella avevano taciuto.
:-Mi avete uccisa voi-, dice lei con voce piatta, -mi avete uccisa perché eravate stanchi di dovermi difendere dalle prese in giro, mi avete uccisa non dicendo dov'ero-, Francesco anuisce e Aurora prosegue, -ora la casa reclama un'altra vittima, un altro dono e io non voglio morire ancora e ancora e ancora... no, ora voglio che i ruoli si scambino-, le pagine crepitano nel caminetto mandano strani riverberi, di tinte innaturali, ma Aurora e Francesco non ci fanno caso, poi, i loro genitori entrano nella stanza di corsa con un fagotto in braccio.

Continua...
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categoria:racconti, occhionero


martedì, 13 maggio 2008
:-Eccolo che arriva, in corsa come al solito!-
:-Hehe, illuso, sarà qui a proporre una notiziona come al solito-
:-Certo, una notizione, come quella di ieri-
:-Haha, ma l'hai vista la scena?-
:-No, ma me l'hanno raccontata-
:-Guarda, ti giuro, io l'ho vista edizione in direttissima, non ce la facevo più a trattenermi dal ridere!-
:-Beh, ma si sa, è giovane ed entusiasta, ma si farà-
:-Ma dimmi, sul serio è andato dritto dal caporedattore?-
:-Dritto? Drittissimo!-
:-Haha!-
:-E' arrivato sparato e "SBAM!" ha spalancato la porta sbattendola contro il muro, già li il caporedattore l'ha guardato storo e poi gli fa "ho una notiziona, roba da prima pagina!"-
:-E il capo che ha risposto?-
:-Che vuoi che abbia risposto? Ha detto "sentiamo" sai, con quell'aria di sopportazione e sufficienza che gli dovrebbe già far capire come gira, ma lui, niente-
:-Già, lui è un entusiasta!-
:-Già, lui viene li e gli parla di una strage, una roba grossa, pare che a causa di non so che disastro naturale siano morte 16.000 cinesi-
:-Si, ho sentito dire-
:-Già, anch'io-
:-E il capo?-
:-E il capo? Il capo gli fa: "ecco, abbiamo meno problemi di immigrazione adesso!"-
:-Haha!-
:-Haha! Ha sempre un gran spirito il capo!-
:-Già-
:-Ma lui ci rimane male-
:-Idealista del cacchio-
:-Già, comunque ci rimane male e dice, "ma scusi che vuol dire?" e il capo "niente niente, una battuta"-
:-E lui?-
:-E lui gli fa "ma me lo pubblica il pezzo?"-
:-Oddiomio!-
:-Esatto, oddiomio, il capo ha dato via di testa! Ha iniziato a urlare e a fargli la ramanzina "ma lei da quando fa il giornalista? Da 6 anni? Bene, molto bene! Allora lo sa cos'è questa macchinetta? Esatto, si, questo è il fax che sputa fuori le notizie da pubblicare e quelle da inventare per riempire gli spazi bianchi, il suo compito, caro lei, è quello di scrivere in bella forma quello che sputa il fax!"-
:-C'era da aspettarselo-
:-Si quello che non ti aspetteresti mai è la reazione di lui
:-La reazione di lui? Questa mi manca!-
:-Lui gli fa: "Ma il compito del giornalista non è quello di riportare le notizie?"-
:-NOOO!-
:-Si, invece! Ti giuro, ha detto proprio così e poi che voleva parlare della catastrofe naturale ecc...-
:-Ma si rende conto?-
:-No, secondo me, no!-
:-Ma il regime ha deciso che le notizie devono esere moderatamente inquiete, non catastrifiche, non si manda in onda una cosa del genere-
:-Esatto, ma vaglielo a spiegare!-
:-Cacchio-
:-Cacchio, si, anzi, cacchi amari per la precisione, il capo l'ha mandato via in malo modo, gli ha detto di riflettere sul lavoro del giornalista!-
:-Mizzica-
:-Poi ieri di che abbiamo scritto?-
:-Mah, non so, il politico di turno che se la prende per una questione pseudo sociale e filosofica con l'opposizione...-
:-Robetta...-
:-Già...-

Lui entra a tutta birra, sbatte le porte e spalanca quella dell'ufficio del capo

:-Che fa?-
:-Non so!-
:-Vediamo...-

:-Capo!-, esordisce lui e tutto attorno si fa silenzio, -se fare il giornalista significa tacere sulle notizie non opportune io mi dimetto-
Detto questo si punta una pistola alla tempia e preme il grilletto
:-L'ha fatto-
:-Dio mio, l'ha fatto-
:-Non credevo arrivasse a licenziarsi...-
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categoria:farneticazioni


lunedì, 12 maggio 2008
Per chi il sabato sera è riuscito ad uscire al contrario della sottoscritta ecco l'intervista di Fazio a  Marco Travaglio. Dura poco più di 20 minuti e sarebbe bello ed opportuno ascoltarla perché dice diverse cose interessanti


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categoria:immagini, evidenza, societĂ 


domenica, 11 maggio 2008
Avvertenza

Si tratta di un post lungo, non è detto che si abbia voglia di leggerlo tutto, chi non avesse tempo o voglia può passare al successivo che è una simpatica prosa danzante di 10 versi


Ho letto Harry Potter e la pietra filosofale, come quasi tutti saprete Voldemort (il cattivone) viene chiamato "tu sai chi", ma Harry, non ancora abituato alle usanze dei maghi, in presenza di Albus Silente lo chiama per nome.
Poi capisce la gaffe e si ferma, a questo punto Albus fa una cosa meravigliosa, gli dice pressappoco così
:-Non preoccuparti, hai fatto bene a chiamarlo per nome, le cose vanno chiamate col loro nome o se ne avrà paura in modo eccessivo-
"Inoltre", aggiungo io, "la conoscenza inizia e finisce col nome (come ci insegnano i riti di assegnazione del nome e la credenza che la conoscenza del nome garantisca il dominio magico su cose e persone); e solo dalla conoscenza giunge la capacità di comprendere, confutare ed eventualmente combattere qualcosa che si può temere, ma non ci deve terrorizzare".

Dico questo e qui mi fermo ricordando che Harry Potter è un libro per ragazzi e il fantasy è un genere spesso considerato meno alto di tanti altri.

L'altro giorno un ragazzo è stato ucciso.
Aveva negato una sigaretta ad una banda che cercava noie ed è stato picchiato fino ad essere ucciso.
Questo a casa mia si chiama pestaggio.
Gli aggressori erano politicamente schierati, uno si era candidato nelle lista di Forza Nuova (la stessa lista il cui candidato principale era l'avvocato che ora lo difende), tutti facevano parte di un gruppo di naziskin, tutti e cinque, in banda, da un po' di tempo a questa parte stavano "ripulendo" la città da quelle che reputavano presenze sgradite. (un po' come Hitler con gli ebrei). A casa mia si chiamano fascisti, neo nazisti o naziskin, a scelta.
Erano in cinque. Lo hanno picchiato fino ad ammazzarlo. A casa mia si chiama omicidio intenzionale.

Quindi a casa mia la notizia si sarebbe dovuta dare più o meno così:
Una banda di 5 naziskin a Verona ha picchiato fino ad ammazzare un ragazzo di 29 anni nel corso di un pestaggio partito col pretesto di una sigaretta negata.
Questa altro non è che l'ennesima manifestazione di un progetto di ripulitura della città attuata dal gruppo di naziskin.

I TG hanno invece preferito usare termini come "ragazzi di buona famiglia" e "rissa" e l'imputazione è quella di "omicidio preterintenzionale".
Ora non lo so, ma a casa mia i ragazzi di buona famiglia non ammazzano la gente per strada, la rissa si ha quando due individui o gruppi con intenzioni bellicose si scontrano reciprocamente e l'omicidio preterintenzionale si ha al massimo quando tiro una sberla a qualcuno e questo cade, sbatte la testa e muore (insomma: deve essere un incidente, picchiare fino ad ammazzare difficilmente è un incidente).

A tutto questo si aggiunge Fini che dichiara che bruciare una bandiera è peggio che uccidere una persona. Come dire invece di bruciare la bandiera della squadra di calcio avversaria ammazzane un tifoso!

Bene torniamo ad Harry Potter, libro fantasy, per ragazzi, torniamo ad Albus Silente e a ciò che dice
"Bisogna chiamare le cose col loro nome"
per conoscerle
per non averne eccessivo timore
per combatterle

Questo è il mio pensiero, non ha la risonanza di quello di Fini (purtroppo) ma io voglio esprimerlo lo stesso visto che i giornalisti si cagano sotto all'idea di non leccar culi.
postato da: Shoruel alle ore 11:28 | Permalink | commenti (27)
categoria:pensieri, sfogo, libro, societĂ 


domenica, 11 maggio 2008
Sono venuta a te
con un mazzo di violette
tu volevi margherite
e sei andato via
Sono venuta a te
con un mazzo di violette
mi sono seduta e ho pianto
Poi sono arrivati altri
Ad ognuno donai un fiore
ed ora sorrido
postato da: Shoruel alle ore 11:05 | Permalink | commenti (13)
categoria:prosa danzante