sabato, 31 marzo 2007
Andate tutti a leggere qui
http://alienazione.splinder.com/post/11582654
e decidete voi se firmare o meno
io ho firmato, io ci tengo alla mia libertà!
venerdì, 30 marzo 2007
Io faccio davvero dei sogni atipici, oggi in treno mi sono addormentata e ho sognato questo:
Amami
Anche quando non avrai più fiato
e intelletto
tu amami
come se fosse un istinto vitale
un cuore che batte
Amami
oltre le umane misure
tempo e distanza non contino nulla
per te
per me
per il nostro amore
Anima mia
che m'insegui dalla notte dei tempi
quando un Dio invidioso
ci separò
amami
e opponiti con veemenza al mondo
che si oppone al nostro amore
Amami
giovedì, 29 marzo 2007
Io e il cinema abbiamo un rapporto per certi versi anomalo perché io amo i film e amo andarli a vedere anche se so che alcuni sono delle vaccate.
Ma so che sono delle vaccate e voglio andare a vedere proprio quelle vaccate la, così non esco dal cinema delusa :)
come quando volevo vedere cambia la tua vita con un clik, sapevo che non era arte, ma volevo vederlo, volevo ridere, divertirmi, non pensare
O come quando sono andata a vedermi 300, volevo vedere sangue, bella grafica ed esagerazioni da supereroi! No, non mi ha delusa, sapevo cosa andavo a guardare :)
Prima di andare a vedere un film mi informo, a modo mio, ma m'informo,
- innanzitutto guardo il trailer e se non mi piace non vado a vedere il film,
- poi cerco di capire com'è il fatto, racconto, romanzo, fumetto da cui è stato tratto il film e se non mi piace non vado a veder eil film
- poi cerco in internet un po' di recensioni, lo faccio con timore, sapendo che c'è chi spoilera senza ritegno, ma lo faccio e se non mi piaciono, guardo quanti soldi ho nel portafoglio e in base a quello decido se andare o meno
Se lo rispetto è un metodo quasi infallibile, per cui quando esco dal cinema in genere sono soddisfatta
mercoledì, 28 marzo 2007
Prima di iniziare a leggere questo post dovete sapere che quando io entro in libreria i comessi smettono di fare ciò che stavano facendo e vengono a salutarmi, che quando faccio un ordine non chiedono più il mio nome e cognome perché lo sanno a memoria e che quando esco se non ho in mano un libro l'unico motivo plausibile è che in quel momento non ho nemmeno soldi in tasca e non ho abbastanza coraggio per rubarlo.
Io non sono una snob e non leggo solo alta letteratura, tanto per dire uno dei miei generi favoriti è il fantasy, anche quello dozzinale, basta che si scritto in modo sufficientemente avvincente e che la storia non sia prevedibilissima, è solo che davanti ai libri i comporto come un bambino alla Toys e oggi non è andata per nulla bene, vi faccio il resoconto
ore 14.50 sono in banca a ritirare lo stipendio, e rifletto sul fatto che non mi faccio un regalo da molto tempo e che la mondadori ha messo su gli sconti del 30%.
ore 15.00
entro in libreria, il commesso non mi nota e continua a scribacchiare vicino alla cassa, ci rimango male, ma dopo un po' il collega mi vede e mi saluta sorridendo, ecco, ora sono a posto e posso iniziare a curiosare
ore 15.05
ho 3 libri in mano e ne ho adocchiato un altro che mi interessa, per un attimo mi attraversa la mente il pensiero dell'Amazonia, ma il mio Diavolo custode lo ricaccia da dov'è partito a male parole e l'Angelo custode manco prova a sprecar fiato, afferro il quarto libro, lo abbraccio e lo guardo come una mamma potrebbe guardare il suo neonato, sento una vocina sussurrare "il mio tesssoro" e gli occhi mi luccicano
ore 15.10
una bambina continua a osservarmi mentre accatasto un libro sopra l'altro con sguardo cupido, la mamma la strattona per un braccio per allontanarla da me, con gli occhi malati da drogata mi avvicino all'ennesimo scafale degli economici, il mio respiro è una sorta di rantolo, la testa mi inizia a girare, li vorrei tutti ma non posso, sono in piena crisi da Shopping, solo che alle donne normali viene in un negozio di vestiti, scarpe, borse o accessori, a me in libreria.
Il diavolo custode mi fa notare che proprio sulla mia destra c'è un libro sui samurai e io, facendo arti marziali dovrei averlo, il mio angelo custode scuote mestamente la testa mentre lo prendo per leggere il retro di copertina
ore 15.15
La bambina mi guarda da distante, visto che la mamma non vuol comprarle un libro ritengo che stia valutando se infilarlo fra i miei nella speranza che uno più uno meno non mi accorga della differenza, io intuisco il suo pensiero e la guardo feroce, lei indietreggia e si avvicina alla mamma piagnucolando qualcosa, la ignoro e continuo a cercare, l'angelo custode dice qualcosa, non lo sento chiaramente, non saprei riferire...
ore 15.20
i commessi mi passano accanto leggermente preoccupati, credo che sia la medesima premura del barista che serve l'ennesima birra al cliente alcolizzato e si chiede "schiatterà se gliela verso?" oppure "Avrà poi da pagare?"
ore 15.25
mi avvicino alla cassa barcollando, ora la bambina ha paura, si allontana quando le passo vicino e stringe a se un librone cercando di sparire dietro di esso, non me ne curo e vado a pagare
ore 15.35
sono a casa, sdraiata sul letto con tutti i libri sparsi attorno, sembra una provocatoria ricostruzione della locandina di American beauty, solo che sono vestita, mi chiedo come sarebbe se fossi nuda, ma il mio angelo custode incazzato come una iena inizia a urlare che sono una pazza sprecona, una consumista figlia del consumismo e come dargli torto?, Ma chi se ne frega, io mi piaccio così! E poi vi giuro che non stavo così bene, ma così bene da quando sono andata a Gardalan e non c'era quasi nessuno, file inesistenti e giostre a nastro!
Unico neo sopravvivere a mia mamma quando si accorgerà che in casa ci sono un sacco di libri che fino a un'ora fa non c'erano
Il mio difetto principale è che amo i miei difetti
lunedì, 26 marzo 2007
lunedì, 26 marzo 2007
Oggi sono andata in gita ed è stato devastante.
E non solo perché i bambini, anche i più buoni, quando sono in gita si trasformano come i gremlins se mangiano in orari sbagliati, ma anche perché andare sui colli con 80 bambini e la pioggia è semplicemente devastante.
Ma sono stata eroica e sono andata, nonostante la giornata sia partita nel peggiore dei modi: con la sveglia che non ha suonato e io che sono partita in ritardo, dimenticando la sciarpa, la frutta e le chiavi di casa in entrata.
Sono stata eroica quando sull'autobus una maestra ha avuto una simpatica discussione con l'autista riguardo alla strada costellata di frasi del tipo "ci incastriamo", "sbranchiamo la cancellata" e similia che hanno fatto piangere alcune bambine come nella miglior tradizione dei film demenziali - comici - cinici.
Si sono stata eroica e mi sono comportata bene, e non ho desiderato tornare a casa.
Sono stata decisamente eroica quando dopo essere arrivati ci hanno stipato in una stanza dove avevamo la bellezza di uno spazio vitale pari a mezzo metro quadrato a testa circa, tanto che quando hanno diviso i bambini in tre gruppi e due gruppi sono usciti mi sono sentita rinascere e mi pareva strano riuscire a respirare senza combattere.
Quando poi è iniziata la relazione sostitutiva dell'uscita che consisteva in una simpaticissima lezione frontale mi sarei messa a piangere, ma non l'ho fatto, ho preso per il culo un mio collega che sbadigliava e ridendo sotto i baffi abbiamo continuato a imporre ai bambini di mantenere un minimo di decoro (e sono stati eroici anche loro)
Anche al pranzo "tutti insieme allegramente nella stanzetta" ho resistito
E anche al laboratorio del pomeriggio, ma Signore Iddio, come diavolo si fa a comportarsi ericamente quando un ragazzino campione di jujitsu cerca di farti le mosse?
Ho sentito il demone della competitività sussurrarmi qualcosa all'orecchio e ho reagito, ho reagito come se avessi di fronte un adulto, lui sa le mosse, ma io conosco le contromosse e con gli occhi iniettati di sangue ho afferrato, stretto e torto con precicsione chirurgica, con rapidità felina, senza che il cervello pensasse minimamente, mi sono fermata solo a contromossa finita, mi sono fermata un attimo riflettendo sul fatto che questa forse sarebbe stata l'ultima lezione della mia vita, perché non conta che non gli avevo fatto nemmeno un po' di male e che tutto sommato era solo autodifesa, un po' preoccupata mi sono voltata a guardare il ragazzino e ho visto orgoglio e ammirazione nel suo sguardo
:-Maestra, ma anche tu sei forte!-
Mi sono gonfiata come un tacchino che fa la ruota
:-Gia!-
Da quel momento tutti i maschi hanno iniziato a guardarmi come se fossi il capobranco... che sensazione meravigliosa!
E io ho pensato al ragazzo che mi fa il tirocinio, che veste all'ultima moda vestiti sempre ordinati, su un viso lampadat... hem, abbronzato al punto giusto, sotto capelli impeccabilmente pettinati e dotato di una parlantina veloce, affettata e un po' troppo delicata e ho riflettuto "lui non conoscerà mai questa sensazione animale" e in quel momento avrei potuto fare qualcosa di estremamente stupido e continuare a sentirmi importante.