Blog rosso in solidarietà ai monaci in Birmania




lunedì, 30 luglio 2007
Questa per me è una delle più belle frasi d'amore che mi sia capitato di leggere, mica scialberie da baci perugina! Questo è amore profondo

"Finalmente ritorni. Ti ho tanto chiamata nel mio cuore. Non mi sentivi? Perché hai smesso di venire a fare il bagno in questa cala? Prima ci venivi almeno tre volte a settimana. Ti osservavo allora battere il tamburo ad acqua tra tutte le altre ragazze, sembravi un nuovo sole e io pensavo che questo piacere era stato creato da Dio per me solo, che fino ad allora aveva circondato solo di dolori e miserie. Forse avevo saputo trovare un modo di riscattarmi ai suoi occhi per meritare di conoscerti. Sai che sei un genio? E io ringrazio il cielo di averti messa sulla mia strada, fosse non altro che per rivelarmi che il mondo non è solo un inferno. Benvenuta al mio genio!"

La memoria amputata - Werewere Liking

Halla Njokè, la protagonista di questo romanzo, giunta all'autunno della vita cerca di raccontare la sua storia e attraverso la sua quella di tanti altri, ci racconta la storia di persone oppresse, schiacciate, talvolta rassegnate, ma sempre eccezionalmente vitali.
E vitalità e fantasia sono le due parole chiave per descrivere la giovane protagonista del racconto che supera con coraggio e determinazione ostacoli terribili, che non si arrende mai, e attraverso la sua voce fa rivivere un'Africa traumatizzata e dimentica delle proprie tradizioni.
Attraverso il suo sguardo rivive quest'Africa e vive lei, che inizia ad affermarsi come persona, riscopre la sua femminilità e tutte le sue potenzialità e infine arriva a fare tutte le cose da uomo e da donna come le aveva predetto il nonno paterno a cui è legata da un rapporto molto speciale.
La vita di questa ragazza è un continuo atto di coraggio, di forza e di amore.

postato da: Shoruel alle ore 17:18 | Permalink | commenti (22)
categoria:libro


lunedì, 30 luglio 2007

Inutile dirlo: sul blog trovate le precedenti puntate, ricordate che si deve sempre partire da fondo pagina data la struttura del blog ;-)


Superata la disavventura le nostre eroine si rimettono in viaggio e finalmente arrivano al castello, ecco il momento in cui Nicla per la prima volta posa gli occhi sulla residenza reale elfica

Quando poi, verso sera, arrivarono al palazzo, quello che vide fu così bello e sublime da farle perdere ogni cognizione e per la prima volta da quando si erano lasciati alle spalle il leone, dimenticò tutte le sue sventure per farsi catturare unicamente da quella costruzione.

Il castello elfico non sorgeva in mezzo agli alberi del bosco, ma attorno a quegli alberi. Con un’architettura che noi umani non siamo nemmeno in grado di concepire le piante, anche le più piccole, erano state integrate in modo armonico alla struttura dell’edificio: una serie di felci erano collocate su ogni gradino della scala principale che si snodava attorno al tronco di alcuni alberi secolari con le scale che presumibilmente conducevano agli ambienti principali del castello, liane ricoperte da piante rampicanti incorniciavano quella scala. Non c’era nulla che assomigliasse a una porta o a delle recinzioni difensive, e attorno al castello non si trovavano soldati, ma monaci dal capo rasato in preghiera e bambini intenti a giocare con i fiori e gli alberi da frutto che crescevano forti e generosi sulla terra grassa che circondava il castello. Le varie stanze del castello erano dislocate sopra gli alberi, unite fra loro da ponti ricoperti a tratti da fiori e rampicanti e protette da gazebo in legno squisitamente decorati da finissimi gioielli a forma di germogli realizzati con lo stesso metallo, simile al platino, di cui era fatta anche la spilla che indossava Nicla, le fattezze erano così realistiche da far si che le foglie vere e quelle scolpite si confondessero agli occhi dei fortunati visitatori. L’illuminazione era generata dal metallo magico che decorava ogni struttura e dagli elfi stessi, il cui capo pareva risplendere, anche se forse si trattava solo della luce del metallo riflessa dai loro capelli lucidi.

:-Se anche avessi dovuto camminare per il doppio del tempo e con il doppio dei pericoli-, disse Nicla, -ne sarebbe valsa la pena! Qualsiasi camminata, anche in mezzo al deserto sarebbe accettabile se al termine ci si trovasse di fronte a una simile meraviglia!-

Livia sorrise, anche per lei era così, anche se si era recata al castello una gran quantità di volte in qualità di messaggera di corte ogni volta l’emozione che provava nel vedere quella splendida armonia fra architettura elfica e vegetali ne restava incantata, Elsa, dal canto suo, non disse niente di rimando, ma teneva gli occhi fissi sul castello e pareva che avesse perso ogni volontà di muoversi da quel posto, come se fosse stata stregata e tramutata in un albero che può rimanere in eterna contemplazione dello stesso paesaggio fino alla morte e oltre.

Dopo aver ripreso a camminare verso quello splendore Nicla, la cui attenzione era ancora catturata dal castello, chiese

:-Come fate a difendervi da chi vuole attaccarvi senza porte e mura?-

:-Non ne abbiamo bisogno- spiegò Livia, -non si può attaccare un posto che non si vede e di cui non si conosce la locazione-

Prometto che per un po' sarò brava e non vi tormenterò più col libro... prometto! Però adesso ditemi che ne pensate :-)

 

postato da: Shoruel alle ore 07:38 | Permalink | commenti (15)
categoria:la figlia della luna


domenica, 29 luglio 2007
Anche a voi
la musica possiede?

Ricordo la prima volta che ascoltai un pezzo Metal, ero a un concerto di una coevr band troppo forte
ero andata sotto consiglio di un amico senza avere idea di che genere facessero perché era la prima volta che suonavano in zona
ero li
davanti al palco
a mezzo metro dal gruppo
e loro iniziarono a suonare.


Fu folgorante.
Non fu una vibrazione
furono le molecole della musica che trapassarono il mio corpo
si mescolarono alle molecole del mio corpo
e iniziarono a farle ballare

Questa è la musica per me da allora
Questo devo e sempre dovrò al rock
al metal
Prima del metal il mio corpo non si era mai fuso alla musica
Prima del metal le mie molecole non si erano mai lasciate possedere dal demone della musica
non avevano mai danzato
io non avevo mai realmente danzato prima


Sono energia assoluta in quei momenti
il corpo scompare
smetto di essere
perdo i confini
come fare l'amore
a livelli altissimi

Ecco cos'è la musica per me
da allora


Annullamento

Dispersione
Danza
Regresso ai primordi

Possessione
Ferocia
Rabbia
Liberazione
Gioia assoluta e selvaggia
Emozioni allo stato puro
Esaltazione
Grida
Grida a squarciagola
Cantare disperatamente
Cantare
l'energia
Urlare l'energia

Energia
...

La musica
il sentire
l'essere posseduti
Siete mai stati posseduti dal demone della musica?
postato da: Shoruel alle ore 12:08 | Permalink | commenti (30)
categoria:frammenti, si sono io


sabato, 28 luglio 2007
Ho deciso: non mi voglio più lamentare!

Lamentarsi è inutile
se la situazione è disperata non la migliora, se non è disperata ruba tempo al rimboccarsi le maniche per migliorarla

Lamentarsi è controproducente
a furia di lagnarsi si perde di vista la realtà, ci si affligge e ci si sente depressi e sfigati, insomma ci si autoinfligge un'aura di negatività che ci ostacola nel cambiamento


Lamentarsi ci isola
presto o tardi anche le persone con l'animo da crocerossina o martire si stufano di stare ad ascoltare in silenzio uno che si lagna e si allontanano per sopravvivere, l'alternativa è che siano loro a iniziare a lamentarsi, ma non è molto divertente

Lamentarsi è anticreativo
si guarda alle proprie sfighe da tanti punti di vista, si mette se stessi al centro si perde la dimenione della propria sfiga, quello della realtà e il senso di proporzione. Di conseguenza si perde la capacità di trovare una soluzione ai propri guai


Lamentarsi è distruttivo
No, non mi riferisco solo ai coglioni di chi circonda il lementante, ma principalmente al fatto che alla fine si entra in un circolo vizioso che fa si che uno si crogioli nel suo lamentarsi e non voglia più far nulla per star meglio


Ecco perché io non voglio lamentarmi, se non quando sono in un negozio a reclamare, ma quella non è una lamentela vera e propria, quello è un reclamo e non per niente c'hanno trovato un nome diverso ;-)

E beccatevi anche questa! Che non poteva mancare dopo il suggerimento di Diciche dal momento che amo Neruda visceralmente :-)

Lentamente muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.

(P. Neruda)

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categoria:pensieri, prosa danzante


giovedì, 26 luglio 2007
Andate sul blog di AngeGris, ascoltate la melodia che ha ispirato la mia poesia e già che ci siete leggete anche la sua poesia che è molto bella

A S. per le notti d'estate a spiarsi senza sapere di essere spiati


I ritmi notturni sono rallentati
sono strade avvolte di luce
fioca
tremolante
Sono una finestra accesa
che vibra
al suono di una canzone
che parla di amore
che non c'è
Sono i tuoi occhi come stelle
che mi guardano
increduli
sono i miei occhi che sbirciano
da dietro una tenda
Le pale del ventilatore
che cercano i miei capelli
senza raggiungerli
I ritmi notturni sono favole
che camminano lungo il muro
sono specchi che rimandano la realtà
sono sogni lasciati a metà
con una lacrima che scende

Siamo solo foglie
che cadono
siamo mera polvere di stelle
e scivoliamo verso l'alto dei cieli
dispersi nel blu
di questa notte
Siamo farfalle che vivono un giorno
ma la nostra morte
sarà splendida

Voglio cucire i miei pensieri per farne un aquilone e volare via...
postato da: Shoruel alle ore 23:08 | Permalink | commenti (18)
categoria:frammenti, prosa danzante


giovedì, 26 luglio 2007
Mi sono letta diversi libri di strategia e mi sono fatta questa idea:
ci sono 4 strategie fondamentali:
  • fingi di essere forte per mascherare il fatto che sei debole
  • fingi di essere debole per mascherare il fatto che sei forte
  • mostrati forte, essendo forte, per far pensare al tuo avversario che fingi di essere forte per mascherare il fatto che sei debole
  • mostrati debole, essendo debole, per far pensare al tuo avversario che fingi di essere debole per mascherare il fatto che sei forte
Insomma, fa quel che vuoi, ma nel farlo tieni presente chi hai davanti
Ordunque, il tutto si può riassumere in un semplice e banale
"conosci il tuo avversario, pensa come lui, e cerca di agire disorientandolo, fagli credere una cosa per un'altra, devia la sua ttenzione dai tuoi punti di forza e di debolezza, ecc..."


Ora:
Non credete che i TG per come sono organizzati servono solo a deviare la nostra attenzione?
Non credete che i reality e tante altre trasmissioni servano a distogliere il nostro sguardo da altro?
Non credete che certe notizie vengano date unicamente per indurci a pensare in un certo modo?

Da recenti indagini risulta che il 50% degli italiani si sente povero e che il 75% degli italiani va in vacanza in albergo.
Bisogna dedurne (ed è matematica) che almeno un 25% degli italiani si sente povero pur andando in vacanza in albergo (ma temo che questa percentuale sia più alta, magari alcuni di quelli che non si sento poveri prediligono la tenda o la vacanza avventura... chi lo sa...)  questo perché ci sono state presentate come indispensabili cose che sono superflue e noi ci crediamo e ci piangiamo addosso a diciamo "come sto male!" quando in realtà stiamo bene.
Questo perché viviamo in una società che permette paradossi del tipo
:-Mia moglie ha provato vestiti per tre quarti d'ora svuotando 3 armadi prima di affermare che non ha niente da mettersi-
che dovrebbe essere una barzelletta, ma è la realtà, anche per me (mi ci metto in mezzo)
perché ormai non basta avere un vestito decoroso e pulito, deve essere adeguato all'ambiente, all'ora del giorno, alla moda, all'umore e chi più ne ha più ne metta!


Il fatto è che non si può più andare avanti così: c'è bisogno di frenare prima di precipitare giu per il burrone verso cui ci stiamo dirigendo!
Dobbiamo imparare a guardare a chi non ha niente e a smettere di piangerci addosso, dobbiamo rimboccarci le maniche e iniziare a cercare di distruggere questi schemi mentali che ci impongono, dobbiamo ribellarci alle schivitù, liberare il nostro pensiero, la nostra inteligenza, liberarci.
postato da: Shoruel alle ore 12:56 | Permalink | commenti (17)
categoria:pensieri, libro, società, si sono io