venerdì, 30 novembre 2007
Sapevano cosa fare, ma non potevano riuscirci se lei fosse rimasta bloccata a letto, se ne rese immediatamente conto e affogando il sorriso in un espressione preoccupata disse
:-Io non posso uscire da qui!-
l'altra lei la guardò incredula
:-Cosa significa?
:-Guarda- rispose iniziando a muoversi verso il margine del letto e rimpicciolendo
:-Assurdo-
come lo disse, la lei fuori dal letto si rese conto che tutto era assurdo da un po' di tempo a quella parte, ma forse era proprio in questo la chiave per sciogliere l'enigma: quali erano le regole che governavano questo mondo? Come manovrarle? Come usarle?
Mentre si lambiccava il cervello in cerca di una soluzione sentiva il freddo pervaderle le membra, era come se lei stessa si trovasse in quella situazione angosciante e la cosa la riempiva d'ansia...
Furiosa con se stessa per non aver trovato una soluzione e con l'altra lei per come si era cacciata in quella situazione sbottò
:-Ma come hai fatto a cacciarti in questo guaio?-
:-Io non ho fatto nulla, mi sono limitata a sdraiarmi per leggere più comodamente!- si difese e l'idea folgorò entrambe come il primo fuoco d'artificio che squarcia il cielo in una notte d'estate.
Fu proprio come un fuoco d'artificio, che illumina il buio e lo colora e entrambe capirono:
La lei fuori dal letto le tese una mano e l'altra l'afferrò senza paura e difficoltà, una stretta vigorosa e si ritrovarono entrambe sul pavimento, storidite per la caduta improvvisa e felici per aver risolto la questione
:-Evidentemente il problema era legato alle lenzuola o al materasso- ipotizzò l'alter ego
:-Non so, io non credo, di certo era legato alle regole di questo mondo, forse serviva semplicemente la collaborazione per uscirne, chi lo sa...-
:-Resteremo col dubbio?-
:-Se vuoi tu puoi salire e provare a uscire fuori dal letto saltando, io non ci torno di sicuro!-
E siccome anche l'alter ego non aveva voglia di tornarci risero e si allontanarono dal letto raccogliendo i libri e selezionando e scartando...
Continuerà
giovedì, 29 novembre 2007
Lei era imprigionata nel letto e contemporaneamente fuori dal letto, per la sorpresa alla lei fuori dal letto caddero tutti i libri di mano, le piovvero a terra in un putiferio di pagine e copertine che impattavano rispettando rigidamente la legge di gravità. "Ci sono certe leggi che nessuno può permettersi di non rispettare" pensò dal letto stordita e stupita dalla poca attinenza del pensiero alla situazione attuale, ma forse era la situazione stessa a non essere attinente a nulla.
:-Cosa ci fai qui?- chiese la lei fuori dal letto
:-Cosa ci fai tu qui?!!- ribadì lei dalla sua morbida prigione e le parve di impazzire, era come parlare con la propria immagine riflessa
:-Vengo per far cessare la nebbia, non credevo fossi tu a generarla-
:-Ma non sono io, anch'io vengo per far cessare la nebbia, ma non ho trovato nessuno solo libri...-
:-Libri, sì,-, la interruppe l'alter ego raccogliendoli da terra e leggendone i titoli, -le Cronache del ghiaccio e del fuoco, Narnia, la Fondazione di Asimov...-
:-La collina dei conigli, Figli del Nilo, Musashi...-
:-Il libro dei cinque anelli, Due di due...-
:-Di noi tre, la Divina commedia, I miserabili...-
:-Padiglione cancro...-
:-Quanti libri!-
:-E quanto colori!-
:-Non val quasi la pena di vivere senza tutte queste avventure...-
:-Esagerata! Però, a ben pensarci, senza la fantasia, senza la creatività, senza il genio, non val no la pena di vivere-
:-E il nostro "genio", se così lo si può chiamare dov'è se non nella parola?-
Si guardarono e capirono improvvisamente cosa dovevano fare, ma per farlo era necessario che lei uscisse dal letto
Continuerà
mercoledì, 28 novembre 2007
i miei alunni volevano sapere se ho un blog
:-L'importante è che voi non sappiate qual è-
:-Ci dica la piattaforma-
:-Non credo proprio che lo farò
:-Ormai ha finito la supplenza, possiamo anche essere amici
:-Certo
:-Quindi ci può dire che blog ha
:-No
:-Ma lei come si chiama
(fa piacere vedere che dopo un mese e mezzo gli viene la curiosità)
:-Perché?
:-Perché così cerchiamo in internet e troviamo il suo blog, alla sua età mica userà il nickname
alla sua età mica userà il nickname?
alla sua età mica userà il nickname???
AAAARGH!!!
martedì, 27 novembre 2007
Bruno Vespa ci riempie la testa con i reali, Porta a Porta dedicato a loro e alle loro assurde pretese che spero nessun giudice voglia seriamente tenere da conto e io mi dico: bene, ora dobbiamo aspettare che un giudice dotato di raziocinio li mandi allegramente a quel paese, sperando che, le cose vadano così e poi vedere come regolarci, quindi perché discuterne tanto?
Noi italiani non vogliamo dargli quei soldi e credo che questo metta d'accordo tutta la nostra classe politica e tutte le classi sociali italiane, quindi perché parlarne? Ma la domanda non è questa, la vera domanda è: cosa sta succedendo d'importante che Vespa cerca di far passare in secondo piano?
domenica, 25 novembre 2007
A quanto pare mi hanno incastrata di nuovo! Ebbene si, Amelia la strega che ammalia mi ha incatenata ed eccomi qui a rispondere
Come sei diventato blogger?
A casaccio, un giorno mi sono iscritta a splinder e ho aperto un blog per capriccio
Chi o cosa ti ha spinto a creare un blog?
Credo che non sarei onesta se non ammettessi con me stessa che è stata la noia, il desiderio di comunicare e l'idea su come usare le potenzialità del mezzo che avevo fra le mani sono arrivati dopo... e a detta di molti forse sarebbe stato meglio che così non fosse
Il tuo primo post.
Mi pare una pappardella contro qualcosa sulla religione, un qualcosa che aveva detto il Papa e a me proprio non era andata giu
Il post di cui ti vergogni di più?
E secondo voi perdo tempo a scrivere qualcosa che mi fa vergognare?
Se fosse mai esistito l'avrei già cancellato
Il post di cui sei più fiero?
Vediamo... solo uno? E' difficile! Comunque di certo onda mi è piaciuto moltissimo e pure se non ti costa aiuta, davvero due bei raccontini, ma probabilmente li scelgo solo perché sono recenti, perché a guardare più indietro c'è di certo tanta altra bella roba :)
sabato, 24 novembre 2007
Quanto tempo trascorse immersa nella lettura?
Non sarebbe stato possibile dirlo, in quella nebbia non v'era mattina o sera, non v'era luce e tenebra e la casa dei libri era così tiepida, il lettuccio così accogliente e una mano amica aveva portato del the caldo pronto da bere sotto le coperte.
Cullata e coccolata si era lasciata andare, dimentica di tutto e tutti, immersa in un liquido amniotico di parole, di storie meravigliose, di avventure e mentre leggeva il letto si faceva via via più grande, la distanza dal resto del mondo più profonda...
Poi un picchiare debole e incerto all'uscio di casa l'aveva riscossa e si era trovata persa in un letto gigantesco, ricoperto di libri, pagine e pagine in bianco e nero che non appena la si sfogliava prendevano tutti i colori del mondo. Titubante, incerta, si chiese se era il caso di andare a vedere che bussava, il picchiare riprese, con più forza e -paradossalmente- timore, lei si alzò in piedi al centro del materasso sterminato e iniziò a cercare di raggiungere il bordo, ma più camminava più il bordo del letto pareva inaccessibile, disperata iniziò a correre, inutilmente, era come se lei si stesse rimpicciolendo sempre più, più avanzava, più rimpiccioliva, raggiungere il bordo sarebbe stato impossibile, già lo sapeva. Saltò, e la sua statura si ridusse improvvisamente e drasticamente, ora come ora doveva avere le dimensioni di una formichina, ripensò a "Tesoro mi si sono ristretti i ragazzi" un film della sua infanzia e si chiese se lei avrebbe mai avuto la buonasorte dei protagonisti del film, se un papà folle e geniale l'avrebbe riportata alle dimensioni oridnarie...
Sentì bussare nuovamente, colpi possenti come tuoni la frastornarono, le sue piccole orecchie non erano abituate a sentire tutto quel rumore, era disperata, poi le venne un idea, tornò al centro del letto riacquistando la sua statura normale e con quanto fiato aveva in gola urlò
:-Avanti! La porta è aperta, basta spingere!-
Sentì la porta aprirsi e passi leggeri e decisi iniziarono a dirigersi verso di lei, poi, a un tratto, una figura magra iniziò a profilarsi sul muro sottoforma di ombra e pochi attimi dopo lei si vide: in piedi, le mani colme di libri, dinnanzi al letto e lei, lasciò cadere i libri e lei, sul letto, si portò le mani alla bocca soffocando un grido. Che sortilegio era mai quello?
Continuerà