giovedì, 31 gennaio 2008
Quando arriva la Primavera per chi sbocciano i fiori?
Hsueh-tou
Chi sa non parla, chi parla non sa
Lao-tzu
giovedì, 31 gennaio 2008
La gioia a volte esplode, altre volte no ed è come fosse un fiume che scorre placido e inarrestabile verso il mare
Spero che il mio fiume di gioia non debba mai andare in secca.
domenica, 27 gennaio 2008
:-Salve!-
la voce la fece girare e un sorriso le sbocciò sulle labbra incontrollato, poi abbassò lo sguardo e arrossì
:-Ciao...- biascicò incerta Mondilontanissimi stropicciando la terra con le punta della scarpa destra.
Giacomo la guardò e tremò dentro: era poco più di una bambina, pensò, ma sorrise, solare, aperto, apparentemente sicuro di sé, come ci si aspetta da un uomo di quasi quarant anni.
Si erano conosciuti in internet qualche tempo prima, lui era rimasto colpito da un commento particolarmente bello sul suo blog e istintivamente era andato a vedere chi lo avesse scritto; aveva scoperto così un mondo ricco di sfumature e colori, il mondo di Mondilontanissimi: un blog intimo, accogliente, per nulla volgare e che lasciava un segno, si trattasse di un sorriso o una riflessione.
Ne era rimasto immediatamente affascinato e aveva iniziato a frequentarlo assiduamente, passava ogni giorno a leggere e sempre più spesso commentava, fosse anche solo per lasciare un saluto o un complimento e lei rispondeva sempre: gentile, dolce, arguta o maliziosa, e in breve quei commenti diventarono un dialogo intimo e profondo e il desiderio di conoscersi divenne ogni giorno più urgente, perché anche senza essersi mai visti si erano innamorati e così lui le aveva proposto di incontrarsi, così, giusto per dare un volto alla parole lette.
"Ho 19 anni" confessò allora Mondilontanissimi e Giacomo si era sentito crollare il mondo addosso.
Lui di anni ne aveva 38 e immediatamente aveva compreso che non sarebbe mai potuta funzionare, ma poi lei lo aveva rassicurato, implorato, convinto. Gli aveva detto che non importava, che desiderava conoscerlo ugualmente e che ormai lui aveva promesso e doveva mantenere e così finalmente erano li, lui teso e sorridente, ostentatamente sicuro di sé e lei impacciata e timida.
"E' poco più di una bambina" pensò Giacomo guardandola mentre arrossiva e fissava con attenzione il terreno. Poco più di una bambina: i capelli neri cortissimi, gli occhi grigi immensi, il fisico minuto che si intuiva sotto un leggero vestito primaverile; ai piedi indossava un paio di calzini leggeri con dei cuoricini e delle ballerine, rimase incantato ad osservarle quei piedi infantili mentre lei cercava di vincere la timidezza. Era piccola e bellissima e lui si sentì improvvisamente troppo vecchio per lei, eppure innamorato.
Lei alzò lo sguardo, con uno sforzo evidente, gli guardò gli occhi, parve valutarlo per un attimo e poi lo abbracciò stretto
"Ho un tumore" gli confessò piangendo e le loro lacrime si mescolarono e fu allora che lui capì che l'avrebbe amata per sempre
P.S.
non so se esista realmente un utente mondilontanissimi, presumo di si essendo il titolo di un album di Battiato, se così fosse preciso che io, non conoscendo questo/a utente, non mi riferivo a lui/lei
sabato, 26 gennaio 2008
Non sono qui per disquisire sul come e perché l'aborto sia giusto o sbagliato, non sono qui per stabilire quando sia opportuno prenderlo in considerazione e quando no, tutto sommato in merito ho cambiato idea molte volte nel corso della mia vita (che non è poi così lunga) e credo che molte altre volte cambierò idea, per cui non sono certo la persona più indicata a dire se sia giusto o meno abortire, però c'è una riflessione parallela che non riesco a levarmi dalla testa:
Viviamo in una società che costa, viviamo in una società dove mantenere e crescere dei figli costa. Lo vedo perché sono maestra e solo per la scuola ci sono un sacco di spese: i libri, la gita, le scarpe da tennis, la tuta, le merendine, il pulmino, la mensa, i quaderni, le penne (non solo quelle normali, ma anche tutte quelle carine che hanno tutti e non puoi lasciare che i tuoi figli non ne abbiano manco una), qualche figurina, qualche giochino...
Aggiungi che poi ci sono le famiglie con 2 o 3 o anche più bambini e ci partono gli stipendi!
Ma non è tutto. C'è la baby sitter o il dopo scuola, ci sono gli orari di lavoro che non sono mai flessibili, c'è il capo che ti chiede gli straordinari e devi dirgli di si perchè non puoi permetterti di vivere senza lo stipendio e nessuno assume, c'è il fatto che per sopravvivere servono 2 stipendi e una mamma non può stare a casa in serenità senza lavorare, e poi ci sono orari di lavoro infernali che ti impediscono materialmente di tornare a casa a preparare da mangiare per i tuoi figli, ti impediscono di andare a parlare con gli insegnanti, ti impediscono di accudire, curare, crescere come magari vorresti...
E non parlo di donne in carriera per cui una certa vita può essere anche una deliberata scelta, ma parlo di quelle ragazze che fanno le operaie, le segretarie, le impiegate e che se si trovassero ad avere dei figli dovrebbero fare i salti mortali per far collimare tutto
E poi mi dicono che vogliono abolire la legge sull'aborto e io mi dico "e va bene, ma, per la miseria, prima rendete la vita vivibile anche per una donna che decide di essere mamma e poi ne discuteremo!"
venerdì, 25 gennaio 2008
favola zen
c'era una volta un millepiedi
viveva felice
un giorno incontrò la rana
e la rana gli chiese
:-Come fai a mettere i piedi uno davanti all'altro
senza inciapare?-
Il millepiedi ci pensò
e da quel momento non fu più in grado di camminare
giovedì, 24 gennaio 2008
Ci sono persone che passano tutta la vita a rispettare regole già scritte, altre che non hanno regole e infine ci sono persone che le regole se le scrivono da sole.
Non so quale di questi gruppi sia il migliore, ma so un po' di altre cose.
Per esempio so che tracciarsi un proprio cammino non è necessariamente più faticoso, ma senza dubbio è più solitario;
so che credere in ciò a cui tutti credono è più rassicurante e può dare una gran forza a cui io ho rinunciato;
so che seguire il senso comune fa sentire accettati e a posto con se stessi
e so anche che se io mi adeguassi starei male, per cui, mi spiace, ma io non mi adeguerò.
Mi sono tagliata i capelli, ed è stato un essere più sincera con me stessa. Da quel momento ho iniziato a guardare a me con maggiore sincerità e consapevolezza, è stato come togliersi una maschera.
Non so se quello che vedo sia bello o brutto, ma a me piace abbastanza e ritengo una gran soddisfazione potermi guardare l'anima e vedere esattamente ciò che sono.
E a proposito di sincerità:
Cara S.,
Mi spiace, mi spiace davvero tanto, ma mi stai sul cazzo, anzi no: non mi spiace e mi stai sul cazzo.
Ogni volta che ti vedo provo gioia al pensiero di non essere come te: falsa, ipocrita e perbenista;
ogni volta che ti sento parlare provo felicità al pensiero che certe parole non usciranno mai dalla mia bocca (forse sotto tortura si);
quando ti vedo provo una gioia incommensurabile pensando che i miei amici NON SONO COME TE,
che io NON SONO COME TE,
che il mio ragazzo NON E' COME TE.
Cara S., c'è chi disse che un buon nemico è meglio di un amico mediocre, perché il buon nemico ti spinge ad automigliorarti per superarlo, mentre l'amico mediocre non ti spinge verso nulla.
Tu sei mediocre e basta, ma una cosa te la devo: devo ringraziarti perché io, senza te, non proverei tutta questa gioia ogni volta che ti vedo e penso: IO NON SONO COME TE.