mercoledì, 30 aprile 2008
Lasciatemi qui
a pianger segreti
sola
col mio aquilone di pensieri
La sera si staglia all'orizzonte
le lacrime offuscano
le prime stelle
...
mercoledì, 30 aprile 2008
Ho notato che fra me e le altre ragazze ci sono sottili differenze
le altre finiscono le loro attività in palestra, si fanno la doccia e si spalmano la crema idratante per non avere la pelle secca
io finisco le mie attività in palestra, mi faccio la doccia e mi spalmo il momendol per non avere i lividi
se le altre si sentono ferite dal partner e se ne vanno via in lacrime a lamentarsi con le amiche
se io mi sento ferita dal partner, lui se ne va via in lacrime ed esco a bere ocn le amiche
se le altre entrano in un negozio di vestiti, provano un jeans 44 e non ci entrano vanno in crisi
se io entro in un negozio di vestiti, provo un jeans 44 e non ci entro inizio a maledire il fatto che da quando i pantaloni li fanno in Cina la 44 è diventata grande, (anzi piccola!) come una 40, che la vita bassa è troppo bassa per ogni culo degno del nome, che il girogamba è ridicolmente stretto, ecc...
le altre vanno in pizzeria ordinano una pizza e ne avanzano metà, poi il loro partner ordina la torta e loro lo guardano con invidia e golosità, ma non la toccano
io vado in pizzeria, ordino la pizza, la mangio tutta e poi mi ordino anche il dolce e finisco tirando su la cioccolata decorativa col dito (che sarà anche decorativa ma è deliziosa)
come dicevo sono sottigliezze, perché alla fin fine io non sono né più magra né più grassa, provare la 44 senza entrarci mi fa sentire un baule, se vengo ferita ci resto male e vado in palestra 2 volte a settimana.
Esattamente come le altre :-)
martedì, 29 aprile 2008
:-Lucia è nella stanza di sopra-
sussurra Aurora a Francesco, vicinissima al suo orecchio e lui la guarda
:-Perché me lo hai detto?-
:-Perché devi sapere-
Procedono dietro al padre che chiama a gran voce Lucia
:-Aiutatemi a cercare vostra sorella!-
Li esorta e loro all'unisono dicono
:-Era andata giu per di là-
e indicano delle scale che conducono alla cantina, l'uomo li guarda perplesso
:-E voi? Non l'avete seguita?-
si guardano, non rispondono, farfugliano frasi incoerenti... il padre è visibilmente scocciato, ma lascia passare, la gioia di averli trovati è sufficiente a perdonare la loro imprudenza.
Il corridoio che all'andata er aparso eterno ora finisce in un batter d'occhio.
:-Restate qui, con vostra madre, io andrò a cercare vostra sorella la sotto-
i due si siedono vicino al fuoco e Francesco estrae il libro dalla maglietta, è caldo di pelle e umido di sudore, lo sente più suo che mai, lo apre senza dare troppo nell'occhio e torna a scorrerne le pagine e gli articoli macabri, la sua personale discesa agli inferi.
L'uomo scende le scale, un altro luogo angusto, buio, che avrebbe preferito evitare, ma anche stavolta non può tirarsi indietro, non può farne a meno, c'è sua figlia la sotto.
A metà discesa la lampada si spegne.
Sono attimi di terrore e angoscia, dopo essere pervaso dalla paura cerca di riprendere il controllo. Razionalmente sa cos'è successo: la lampadina si è fulminata, razionalmente sa cosa deve fare: tornare su, ma poi, di fatto, continua a scendere al buio, affascinato dalle sensazioni che prova, il terrore cieco che solo i bambini conoscono, il terrore che deriva dalla non conoscenza, dal mistero. dal buio.
Come un bimbo teme le scale buie, fredde e scivolose, ma non si esime dal precorrerle, come un bambino si esalta di fronte alla paura.
:-Lucia!... Lucia!- chiama, e la sua voce è sordo rimbombo, ad un tratto mette il piede in fallo, o così crede, è solo giunto alla fine della scala, solo al buio, cieco e terrorizzato, con sua figlia li sotto, da qualche parte
Continua...
lunedì, 28 aprile 2008
Dedico questo racconto a Luca che me l'ha ispirato con una domanda, vediamo se si ricorda quale :-)
":-Tornerò- promise e lei gli credette, gli credette così fermamente che non trascorse giorno senza che si recasse al faro
:-Dove vai Bianca?- le domandavano
:-Al faro!-
:-A far che?-
:-Ad attendere il mio amore!- rispondeva raggiante.
Domande e risposte si alternavano sempre uguali, giorno dopo giorno, ma il suo amore non tornava, non tornava mai.
La gente iniziò a mormorare, si vociferò di una disgrazia in alto mare, di un amore finito male, ma Bianca, imperterrita, giorno dopo giorno, si recava al faro, ad attendere, anche dopo che gli anni tinsero di platino i suoi capelli d'oro, sino alla morte e, si narra, anche dopo.
Bianca in un certo senso divenne l'anima del faro, la sua guardiana, colei grazie alla quale, ci dicono le tradizionali fiabe, oggi il faro di Averla resta l'unico in piedi su tutta la Terra.
Sono trascorsi 12.000 anni, il mare si è ritirato a leghe e leghe di distanza ma il faro è li, simbolo di un amore senza compromessi e mezze misure."
Izoltre spense la telaguida portatile e contemplò il faro; adorava la storia antica, i misteri e le leggende, motivo per cui non aveva molti amici e anche quelli che lo tolleravano lo reputavano strano, ma a lui non importava e così, anche se solo, si recava a visitare i luoghi del passato, con le loro leggende e la loro storia.
Del faro di Averla aveva lungamente sentito parlare ed ora, finalmente, poteva vederlo, poteva entrarvi!
Emozionato varcò la soglia.
La sensazione che provò fu stranissima, come se si fosse levato un peso dall'anima e poi la vide: Bianca; giovane e bellissima.
:-Finalmente sei tornato-
gli disse con le lacrime agli occhi e lui ricordò tutto: la morte, le vite trascorse a cercarla e comprese la sua passione per l'archeologia e poi lei, lei, lei, tutto l'amore che nutriva per lei.
L'anima di Bianca gli si accostò e lui abbandonò il suo corpo per seguirla.
Si inoltrarono nel cielo mentre dietro di loro il faro crollava non più sorretto dall'amore di Bianca.
Il corpo di Izoltre venne rinvenuto fra le macerie, nessuno sospettò che la sua anima se ne fosse andata prima del crollo.
lunedì, 28 aprile 2008
Un tonfo, un tonfo assurdo, assordante, terrificante, e il tonfo interno, quello del cuore che perde un battito e poi riparte accelerando.
I due piccoli sussultano, dietro di loro una voce
:-Ecco dov'eravate!-
Francesco richiude frettolosamente il libro e si volta verso suo papà, sorride, incerto, ora non ha più tutta questa voglia di abbracciarlo, Aurora sorride
:-Papà!-
I due occhi, luccicano nella penombra, inquietanti laghi mossi da un vento interiore.
:-Lucia è con voi?-
scuotono la testa
:-Andiamo-
lo seguono, Francesco si attarda, si infila il libro sotto il maglione, a contatto con la pelle, è un po' freddo, ma si scalda subito.
:-Dov'è Lucia?-
i due bimbi non rispondono, seguono il padre e lui li conduce fuori da li
Continua...
domenica, 27 aprile 2008
Sono stata in vacanza ragazzi!
Sono andata a Bergamo che è una bellissima città nonostante sia così leghista e ho fatto tante belle cose, fra cui inventare un nuovo racconto, volevo postarlo subito, ma stasera sono troppo stanca per trascriverlo, non temete: domani arriverà!
A parte questo mi sono dedicata alla cucina d'estro reinventando i piatti di cui non ricordavo le ricette e ho acquistato diversi libri in sconto, insomma, sono stata bene.
E poi ho riso, ho scherzato e ho preso in giro una persona perché non sa stendere lo zucchero a velo sulle torte! :-P
insomma: giornate di relax e di pace, nonostante diverse cosucce che mi piacerebbe andassero in modo differente, perché la felicità nasce innanzitutto dentro, e la speranza arride agli animi giulivi
Buonanotte amici di blog, mi auguro che anche a voi capiti giornate belle come quelle che ho appena trascorso :-)