Blog rosso in solidarietĂ  ai monaci in Birmania




domenica, 09 marzo 2008
Il pranzo procedette senza grossi intoppi, dopo un po' persino Francesca iniziò a rilassarsi, nonostante le facesse male vedere Alina seduta accanto a Mattia e lui che si pavoneggiava coi genitori di lei.
Come potevano essere così ciechi e non rendersi conto di che persona fosse?
La cosa la rattristava, ma come che fosse era a casa di Alina per la prima volta nella sua vita e questo bastava a controbilanciare il resto della situazione.
A fine prnazo Alina invitò tutti ad acocmodarsi in salotto in attesa del caffé.
Andarono e si sedettero chiacchierando amabilmente mentre Alina armeggiava in cucina con la moka. Mattia si sedette vicino a Francesca e le sussurrò qualcosa all'orecchio, qualcosa che la fece avvampare. "Stronzo" pensò Alina, ma non smise di sorridere e fingere che tutto andasse a meraviglia.
Arrivò in sala con i caffé e disse
:-Una mia amica mi ha dato un video da guardare, cosa dite ne approfittiamo? Dice che è estremamente divertente...-
tutti accettarono e lei inserì il dvd e fece partire.
Era una ragazza grassoccia che improvvisava un mezzo spogliarello, tutti erano in attesa che iniziasse qualcosa di divertente, qualcosa che spiegasse una scena altrimenti degradante e inadatta alla situazione, tutti tranne Mattia, mattia era sbiancato in volto
:-Che video è?- chiese
Alina sorrise
:-Non saprei, tu ne hai idea?-
La ragazza grassoccia ora indossava solo un perizoma e un reggiseno di dimensioni così ridotte da risultare completamente inutile, si sentì ridere, qualcuno con la voce molto simile a quella di Mattia, e poi lo si vide avanzare, stringere forte le tette della ragazza e spingerla verso il basso
:-Adesso succhiamelo un po'- disse il Mattia del video
:-Non so...-, disse la ragazza grassoccia, -mi vergogno...-
:-Suvvia, lo so che sei una troia, succhiamelo, si sbottonò i pantaloni e afferatala per i capelli le premette il membro turgido sulla bocca, lei la aprì per lamentarsi e lui entrò.
Alina mise in pausa e si voltò verso il resto del gruppetto
:-Chi è?- chiese rivolta a Mattia
:-Giulia- disse lui con un filo di voce stridula
:-E cosa stavate facendo?-
:-Era, era...
:-Era un pompino forse?-
chiese Claudia alzandosi dal divano.
Claudia era la sorellina di Alina, un metro e cinquanta, capelli corti, occhi neri, mani minuscole e 10 anni di arti marziali alle spalle.
:-Direi di si- disse Francesca mentre i genitori di Alina erano ancora paralizzati dalla sorpresa, -e lei non pareva nemmeno del tutto d'accordo...-
:-Ma no, era un gioco...- cercò di giustificarsi lui, ora pallido come un cencio, ora paonazzo, mentre fiotti di sudore gli davano un aspetto malato
:-E poi? cosa avevi intenzione di farle?- si informò Alina, -violentarla per gioco?-
:-Ecco, non è come pensi...-
:-Sorellina, questo porco ti ha mai messo le mani addosso?- Claudi si era avvicinata a Mattia e nonostante la statura tsembrava troneggiare su tutti, Alina abbassò lo sguardo e non rispose
:-Brutto vigliacco, cos'hai fatto a mia sorella?- urlò Claudia assestandogli un gran calcio alla rotula, Mattia urlò, la mamma cercò di intervenire, ma il marito la fermò
:-Non intrometterti-
:-E se la denuncia?- chiese la moglie
:-Sono o non sono un penalista? Vedrai che non la denuncerà- aveva lo sguardo deciso, uno sguardo da squalo, come quando doveva affrontare qualche causa difficile in tribunale, la moglie restò seduta; Alina, sorrideva, gli occhi feroci e uno sguardo da carnefice
:-Cosa le hai fatto?- chiese Claudia in un ringhio, ma il ragazzo non riusciva a trovare la voce per rispondere.
:-Cosa devo farne?- chiese Claudia alla sorella
:-Direi che lui e il tennis devono chiudere-.
Fu un attimo, Mattia non capì nemmeno cosa stava succedendo, gli arrivò una manata in pieno viso, gli centrò il naso e per un attimo non vide più niente, poi sentì una fitta al polso destro.
Al pronto soccorso lo accompagnò il padre di Alina
:-Ti abbiamo visto tutti mentre cercavi di aggredire Alina, ti abbiamo visto che la picchiavi, la sorella si è limitata a difenderla, chiunque ci crederà, anche perché abbiamo un filmato dove violenti una ragazza a dar prova della tua natura...-
:-Ma era un gioco erotico!- si lamentò Mattia fra le lacrime
:-Dillo al giudice, allora, vediamo se ti crederà, e in ogni caso noi siamo in 5 e tu? Bada bene, se provi a mettere nei guai Claudia io ti rovino legalmente parlando e quando esci dal carcere ti ammazzo-
Mattia non denunciò mai il fatto.

Una settimana dopo
:-Ma come hai fatto a convincere Giulia?-
chiese Francesca accarezzando i capelli di Alina sul letto disfatto
:-Tempo fa l'ho difesa, tutti l'accusavano di essere andata a letto con un proff per avere dei voti più alti, io l'ho difesa e lei mi ha giurato che presto o tardi avrebbe ripagato il debito-
:-Certo che in casa tua siete parecchio violenti e io che pensavo che fossi tu quella cattiva!-
Alina arrossì ripensando alla litigata feroce che avevano avuto, Francesca sorrise certa di averla perdonata, poi accostò le labbra a quelle di lei e sentì riaccendersi di passione per quella ragazza, che dipendesse dagli eccessi del suo carattere o dalla sua sensualità selvaggia e dirompente non lo sapeva, sentiva solo che avrebbe potuto passare tutta la vita a fare l'amore con lei senza mai stancarsene.

Fine
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venerdì, 07 marzo 2008
Alina si chiuse in camera, si sedette a gambre incrociate sul letto inondato dalla luce estiva resa più intensa dalle tendine arancioni e si impose di riflettere con calma sul da farsi. Fece lunghi respiri, chiuse gli occhi, lasciò che la mente si svuotasse gradualmente dalle emozioni troppo forti che l'avevano scossa, dai pensieri e la lasciò vagare, libera.
In poco tempo sentì i nervi distendersi, i muscoli sciogliersi e un abbozzo di soluzione iniziò a delinearsi con sempre maggior precisione.

Venne domenica e si presentò a pranzo con Mattia e Francesca, quest'ultima era evidentemente tesa per la situazione, ma cercava di mantenere un certo autocontrollo,
da quando avevano litigato lei e Alina non si erano più viste, non sapeva cosa rappresentasse quell'invito e vedere che era presente anche Mattia la metteva non poco a disagio; il ragazzo, al contrario, si muoveva con disinvoltura e pareva non ricordare nemmeno che poco meno di un mese prima era finito a letto con la stessa persona che oggi era stata invitata assieme a lui, anzi, trovava la cosa stuzzicante, non gli sarebbe dispiaciuta una cosa a tre, per nulla.
Non amava Alina, ma la trovava molto bella e desiderabile, anche se a letto gli era sempre sembrata... poco partecipe, distante, quasi non godesse... Poco male, l'importante era che lui godesse e poi, quando voleva riusciva ad avere tutte le avventure di cui aveva bisogno per ripristinare il suo ego maschile, Francesca ne era una prova, ma anche Alice, Sabrina, Daniela e Giulia, la gran porca della Giulia.
L'aveva invitato fuori venerdì sera ed era stato memorabile.
Non era bella Giulia, troppo grassoccia, bassa, un viso ordinario, dei capelli spenti e in disordine, ma era una gran troia, si era fatta grossomodo tutta la scuola persone singole o gruppetti, si vociferava persino che avesse preso parte ad orge... vero o falso che fosse aveva accumulato un'esperienza invidiabile. Così quando l'aveva invitato fuori aveva accettato e se l'era scopata per un paio d'ore memorabili... era stato un diversivo notevole e forse l'avrebbe chiamata anche questa settimana, si, l'avrebbe chiamata.

:-Buongiorno ragazzi!-
salutò gioviale la mamma di Alina aprendo la porta e distogliendolo dalle sue riflessioni e lui sfoderando uno dei suoi sorrisi più accattivanti rispose
:-Buongiorno a lei signora, cos'ha cucinato di buono oggi? Ah, che profumo, lei attenta alla mia linea!-
La donna sorrise felice dei complimenti, quel ragazzo ci sapeva fare, si, anche troppo!
Francesca si limitò a un pacato "Buongiorno" ed entrò sempre più tesa.

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martedì, 04 marzo 2008
:-Non ti credo- disse
Francesca rimase immobile, la bocca dischiusa, gli occhi sgranati, tramutata in una statua dell'incredulità e del dolore.
:-Non ti credo, tu non l'hai fatto per me. Mattia è un pusillanime, una nullità, io stavo con lui e tu non lo tolleravi così mi hai costretta a vedere fino a che punto lui potesse spingersi, ma l'hai fatto per te, non per me, perchè desideravi vendicarti del mio non voler scegliere, perché non sopportavi l'idea che in casa i miei non sapessero niente di te, che non sapessero niente nemmeno di me, del mio orientamento sessuale... Sono lesbica e non ho il coraggio di dirlo, è questo che ti ferisce, sono lesbica, ma mi tengo un uomo che non mi soddisfa per avere una copertura, è questo che non ti va-
Alina raccolse i vestiti, si sistemò alla meno peggio e se ne andò lasciando Francesca attonita.

Tornò a casa, furiosa, era stata tradita, ma questo ora non la feriva più, quel che le doleva era l'intromissione nella sua vita privata, il tentativo di forzarla. Francesca non ne aveva il diritto, voleva che lo capisse, avere un uomo di copertura pusillanime era accettabile, ma amare una persona che non era in grado di rispettarla e accettare le sue scelte questo no, non poteva accettarlo.

:-Come va?- chiese sua mamma
:-Tutto bene!- mentì Alina sorridendo, poi, prima di chiudersi in camera, chiese
:-Posso invitare a pranzo un paio di amici domenica?-
:-Perché no? Sono felice di poter conoscere la gente che frequenti-
rispose sua mamma che dopo l'incidente si era fatta più premurosa e permissiva.

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giovedì, 28 febbraio 2008
Come era possibile provare tanto dolore? Alina era devastata, in un solo istante aveva realizzato di amare follemente una persona e aveva ricordato il terribile tradimento di questa.
Grosse lacrime le colavano lungo il viso miste a saliva e muco, tirò su col naso, senza ritegno, scossa da rumorosi
singhiozzi. Si asciugò il viso col dorso della mano, voleva andarsene, infilarsi un vestito, giusto per non essere arrestata, e scappare via da li, ma il dolore la inchiodava a terra. Tutta la sua furia distruttiva ora le appariva inconsistente, poi sentì una mano sulla spalla, era Francesca che timorosa le si era avvicinata
:-Non dovevo farlo, ma non potevo evitarlo.-, le disse, -Io ti amo, anche ora, io ti amo e non potevo fare altrimenti...-
Alina sollevò lo sguardo guardandola in modo interrogativo

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martedì, 26 febbraio 2008
e con la consapevolezza arrivarono i ricordi, tutti, e tutti assieme: rivide le 100 volte in cui avevano fatto e rifatto l'amore, rivide le sue titubanze iniziali, le insistenze di Francesca e rivide soprattutto la sua compagna a letto con Mattia.

Finalmente ricordò il motivo della loro litigata, finalmente ricordò cosa si erano dette quel giorno, come lei l'avesse insultata, come se ne fosse andata via sbattendo la porta, ricordò le sue considerazioni, il fatto che trovasse assurdo e doloroso che lei si fosse fatta sorprendere a letto con lui, era stata tradita, doppiamente tradita e quel che le bruciava era il fatto che si fossero fatti scoprire.
Alina, gli occhi appannati, la bocca spalancata guardava Francesca incredula, la ragazza, dal canto suo non si era ancora accorta di nulla, le prese una mano e se la portò sul seno, Alina la ritrasse come se stesse toccando del fuoco e la schiaffeggiò con violenza
:-Ah, che ti prende?- urlò Francesca premendo il palmo della mano contro la guancia offesa
:-Brutta sgualdrina, sei andata a letto con Mattia!-
Francesca impallidì, improvvisamente consapevole della situazione
:-Sei una puttana, ecco cosa sei! Non ti bastavo io? No, volevi anche quell'altro! E poi perché farti scoprire?-
Se avesse potuto avrebbe sputato in terra, ma l'educazione ricevuta non glielo permetteva, Francesca era scossa da un tremito, aveva gli occhi pieni di lacrime, ma non parlava, Alina l'afferrò violentemente per i capeli e tirò
:-Rispondi cagna, perché ti sei fata scoprire?-
Fisicamente non era preponderante, ma era la più forte delle due e anche la più aggressiva, Francesca lo stava sperimentando a sue spese, urlò senza parlare, Alina tirò nuovamente con forza e lasciò la presa, un buon numero di capelli le rimasero in mano, la guardò con ferocia e disprezzo, la prese per un polso e la strattonò fino in camera da letto, Francesca non voleva, tentò di ribellarsi, per tutta risposta Alina si voltò e dopo averle dato un altro ceffone così forte da farle girare la faccia la sollevò di peso e la lanciò sul letto.
:-Eravate qui, lo sapevi che dovevo venire anch'io,ed eravate qui, perché? Dimmi perché!!!-
Alina si accasciò a terra piangendo, mentre Francesca sul letto cercava di dominare le fitte che partivano da svariate parti del corpo attraversandola obliquamente.

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lunedì, 25 febbraio 2008
Francesca iniziò a percorrerla con le labbra, non un bacio, un umido sfiorare e dipingere... la guancia, il lobo dell'orecchio, la spalla, il cavo del braccio i fianchi, brevi tratti, piccoli baci, la punta della lingua che disegnava, giocava, titillava, Alina avvertì il suo corpo rispondere con entusiasmo, prese la testa di Francesca e se la portò fra le gambe infilando le dita fra i capelli vaporosi. L'amica gemette e appoggiò le labbra sul monte di venere, poi fece scivolare la lingua sul clitoride e iniziò a muoverla avanti e indietro, sfregandolo con energia; quasi istantaneamente Alina venne, in modo completo, totalizzante e devastante. Urlò accasciandosi sazia e soddisfatta, quasi immediatamente arrivò la consapevolezza...

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