Blog rosso in solidarietĂ  ai monaci in Birmania




domenica, 21 settembre 2008
C'era una volta, tanto tempo fa una ragazza di nome Shoruel così pallida, ma così pallida che tutti la chiamavano BiancaShoruel.
BiancaShoruel aveva una matrigna di nome Fagna che si credeva la più bella del reame, ogni mattina quando si svegliava passava ore e ore davanti allo specchio per truccarsi e rendersi presentabile "fra poco arrivano i fotografi per il calendario!" era solita dire e si rintanava con sarta ed estetista nelle sue camere.
BiancaShoruel non era troppo disturbata da questo fatto perché in questo modo aveva l'occasione di passare molte ore su internet coi suoi amici virtuali, purtroppo un giorno le cose cambiarono. La matrigna infatti decise di mettersi in politica e ovunque era possibile leggere cartelloni con su scritto Vota Cara Fagna, la più bella del reame.
In effetti Cara Fagna era molto bella, ma BiuancaShoruel era più popolare e rischiava di accumulare più voti della matrigna, motivo per cui quest'ultima decise di disfarsi della rivale e la mandò nel bosco con il cacciatore.
"Voglio che tu ti faccia sorprendere in atteggiamenti equivoci con BiancaShoruel", spiegò al giovane aitante, "deve essere rovinata, nessuno deve votare per lei!"
Cara Fagna non teneva conto però della cintura nera di BiancaShoruel, che arrivata al bosco si sbarazzò senza problemi dell'insidioso cacciatore. Tuttavia casa sua era divenuta un luogo poco sicuro e non poteva tornarvi senza rischiare di incappare in un altro tranello della perfida matrigna.
Decise così di girare nel bosco per trovare un internet poin attraverso il quale comunicare coi suoi amici virtuali.
Camminò e camminò, alla fine aveva i piedi come due zampogne, ma dell'internet point manco l'ombra (d'altro canto era in un bosco!) così quando vide una rimessa decise di fermarsi.
La rimessa era deserta, ma dentro erano presenti 7 postazioni pc con collegamento ADSL e 7 seggioline, così BiancaShoruel si fermò e vedendo che il collegamento a internet era attivato decise di sfruttarlo.
Chiacchierò amabilmente coi suoi amici per mezzora, ma poi arrivarono 7 individui assai bassi e dai buffi nomi:
Bossolo, Maronolo, Calderololo, Finolo, Storaceolo, Gelminola e per finire Berluscolo il più perfido di tutti gli psiconani. Questi loschi individui catturarono BiancaShoruele e la costrinsero a fare da sguattera, ma la nostra eroina decise di fuggire.
Dovete sapere che BiancaShoruel era molto brava a cucinare, così si impegnò per cucinare tutti i piatti più prelibati, nel frattempo chiamò i suoi amici virtuali e si fece aiutare anche a risistemare la casetta che prima era tutta spifferi e ora era invece ermeticamente sigillata.
I 7 nani erano davvero felici del lavoro svolta da BiancaShoruel tanto che una sera invitarono tutti i loro amici a cena, inclusa la cara Fagna matrigna di BiancaShoruel.
Questo era esattamente ciò che BiancaShoruel attendeva da tempo, preparò i piatti più deliziosi e mentre tutti mangiavano iniziò a far piovere fiori e fiori dal soffitto.
All'inizio i convitati rimasero incantati dallo spettacolo preparato dalla ragazza, ma più i fiori cadevano e si depositavano sul pavimento più l'aria veniva a mancare, dopo un po' i nani si resero conto del pericolo, ma la casetta era ora rinforzata al massimo oltre che ermeticamente sigillata e uno dopo l'altro morirono asfissiati e Shoruel fu libera.

Questa fiaba non ha senso ne morale
è solo e semplicemente demenziale
non vogliatemene a male
è tutto ciò che son riuscita a fare
postato da: Shoruel alle ore 13:48 | Permalink | commenti (24)
categoria:fiabe, farneticazioni, demenza avanzata


mercoledì, 21 novembre 2007
C'era una volta una favola senza narratore, che triste la sorte di una favola se non c'è nessuno che la racconti!
La favola andava a elemosinare un po' di attenzioni ora da una mamma, ora da una maestra
:-Ti prego,-, implorava la fiaba, -raccontami ai tuoi bambini prima del riposino pomeridiano!-, ma niente, non c'era nessuno che si curasse della fiaba senza narratore!
E la fiaba andava e vagava, triste e sconsolata, fino a che, un giorno, la fiaba inciampò e si infilò in un sogno, e lo colorò di tinte meravigliose, e dipinse paesaggi avventurosi, e scalò montagne col piccolo sognatore, lo prese per mano e gli fece attraversare un prato, lo fece sedere su una barchetta per attraversare il fiume e su una mongolfiera per superare un vulcano.
La fiaba senza narratore capì allora che per essere felici nella vita non è necessario essere ciò che si vuole, ma riuscire a star bene con se stessi e con le situazioni che ci toccano in sorte e la fiaba senza narratore divenne allora un bellissimo sogno che allieta le mie notti :-)
postato da: Shoruel alle ore 20:37 | Permalink | commenti (6)
categoria:frammenti, fiabe