Si parlava di avere il coraggio e le capacità di essere se stessi e kittymol77 mi ha scritto così:
Bel ragionamento...che ne porta altri con sè.Tipo: sapere chi si è, equivale a sapere chi si è ORA. O fino a qui. Per essere se stessi, (forse) bisognerebbe smettere di cercarsi, lasciarsi fluire, seguire con grande rispetto e acutissima consapevolezza, il proprio "maestro interiore". Perchè, poi, la vita è flusso, non staticità. Le variazioni avvengono costantemente, con fluttuazioni minime, non sempre registrabili dalla coscienza. Essere chi si è, in ogni istante, è la cosa più difficile perché richiede una presa molto forte sulla percezione di sè. Che subisce pressioni di ogni genere, esterne/interne. Forse, l'altra cosa (oltre ad essere chi si è), è avere pazienza e costanza nell'accettazione dei nostri capitomboli e nel nostro rimetterci ogni volta in piedi. Senza esprimere giudizi sui nostri errori ma cercandone la lezione. Essere chi si è, diventare chi si è, per me, è il compito di un'intera vita.
Aggiungo io:
Si la vita è flusso, è divenire, non a caso l' I-Ching che deve prevedere il futuro si chiama libro dei mutamenti. La vita è divenire, la vita è mutamento e questo deve essere colto ed afferrato. Saper annusare l'aria, avvertire i cambiamenti, prepararsi ad essi e riuscire ad accettarli, riuscire ad adattarsi sono tutte azioni da saggio. E di conseguenza essere se stessi in ogni istante, essere attenti a cogliersi a comprendersi a percepire i propri limiti, i propri confini per resistere agli attacchi esterni ed essere se stessi fino in fondo.
Bel ragionamento...che ne porta altri con sè.Tipo: sapere chi si è, equivale a sapere chi si è ORA. O fino a qui. Per essere se stessi, (forse) bisognerebbe smettere di cercarsi, lasciarsi fluire, seguire con grande rispetto e acutissima consapevolezza, il proprio "maestro interiore". Perchè, poi, la vita è flusso, non staticità. Le variazioni avvengono costantemente, con fluttuazioni minime, non sempre registrabili dalla coscienza. Essere chi si è, in ogni istante, è la cosa più difficile perché richiede una presa molto forte sulla percezione di sè. Che subisce pressioni di ogni genere, esterne/interne. Forse, l'altra cosa (oltre ad essere chi si è), è avere pazienza e costanza nell'accettazione dei nostri capitomboli e nel nostro rimetterci ogni volta in piedi. Senza esprimere giudizi sui nostri errori ma cercandone la lezione. Essere chi si è, diventare chi si è, per me, è il compito di un'intera vita.
Aggiungo io:
Si la vita è flusso, è divenire, non a caso l' I-Ching che deve prevedere il futuro si chiama libro dei mutamenti. La vita è divenire, la vita è mutamento e questo deve essere colto ed afferrato. Saper annusare l'aria, avvertire i cambiamenti, prepararsi ad essi e riuscire ad accettarli, riuscire ad adattarsi sono tutte azioni da saggio. E di conseguenza essere se stessi in ogni istante, essere attenti a cogliersi a comprendersi a percepire i propri limiti, i propri confini per resistere agli attacchi esterni ed essere se stessi fino in fondo.









