martedì, 03 giugno 2008
In questo week end avrei dovuto studiare (notate il condizionale), invece non l'ho fatto.
Sono stufa agra di un'università che mi succhia la vita, così mi sono dedicata ad altro
Sabato: sono andata ad una cena con i colleghi di Shin, sono rimasta considerevolmente delusa dal fatto che siamo andati in un ristorante messicano e non vi erano piatti piccanti, a parte questo ciò che ho mangiato era buono davvero, per cui alla fine ero sazia e felice :-)
Domenica: Masa Daiko, ossia un gruppo di tedeschi e giapponesi che capeggiati da un maestro giapponese sono venuti all'Higan a suonare i tamburi giapponesi (Daiko), è stato uno spettacolo bellissimo, ritmo, coreografie, luci ed energia si fondevano, sono arrivata a casa totalmente adrenalinizzata, risultato? Non ho dormito molto bene, ma ne è valsa la pena, alla fine avevo voglia di comprarmi un tamburo per far fronte ai miei musicali vicini di casa
Tu mi suoni l'oboe alle 3 di notte? Non c'è problema: io mi esercito col Daiko!
Tu invece mi impedisci di studiare esercitandoti colla tromba? Fa nulla, anziché studiare suono il mio tamburo!
Sono certa che i raporti fra vicinato diverrebbero molto più frizzanti, ricordo una storia di paperino dove lui e Anacleto (il vicino di casa rompiballe) si sfidavano a musica e alla fine Paperino aveva un superorgano amplificatissimo e Anacleto un altro strumento iper rumoroso e si sono abbattuti le reciproche case a ondate sonore!
Lunedì: Fuochi d'artificio su colonne sono re di film ad Arqua Polesine.
"E che è Arquà Polesine?" vi starete chiedendo, beh, un paesino piiiiiccolo piiiiiccolo, ma che fa fuochi d'artificio beeeeeeelli! I fuochi di Arquà vanno per tutto il mondo (anche in America in occasione del 4 luglio ho sentito dire) e in occasione della loro fiera si sbizzarriscono, ieri sono rimasta davvero estasiata dal piatto finale che con una scelta di tempi e colori a dir poco perfetta commentava la colonna sonora di pirati dei caraibi!!! Ero estasiata, letteralmente a bocca aperta!
martedì, 09 ottobre 2007
Kawabata ci racconta di come un allievo vada a trovare il suo maestro che in seguito a un incidente ha perso l'uso della mano destra e non riesce a spostare la lingua.
Egli (che un tempo era romanziere e ha fatto della scrittura il veicolo tramite il quale mantenersi) ora è ridotto al silenzio ed è davvero difficile capacitarsene.
Eppure... eppure se lo desiderasse potrebbe pur sempre usare la mano sinistra per scrivere in caratteri semplici e grandi, non i complicati ideogrammi, magari il katakana (alfabeto sillabico per scrivere le parole proprie della lingua giapponese) e potrebbe così comunicare...
eppure, se lo desiderasse potrebbe anche pronunciare una qualsiasi lettera, la A per esempio, basta buttar fuori l'aria... eppure il maestro non lo fa, perché?
Forse perche anche il silenzio è comunicazione?
Il racconto si chiude con il dialogo fra allievo e tassista, dove il secondo sconsiglia al primo di parlare coi fantasmi, perché a farlo si viene posseduti
Questo racconto tratto da "Prima neve sul Fuji" è un piccolo capolavoro che si inserisce perfettamente nel contesto di comunicazione-incomunicabilità che pervade tutto il libro.
E' uno dei pochi racconti che leggo e rileggo sempre volentieri
E ora a voi:
vorrei che ognuno comunicasse (sulla comunicazione) con me in questo post nel modo che gli riesce più congeniale:
Uno smile? Va bene!
Un commento vuoto? Va bene!
Mille parole? Vanno bene!
Un'immagine? Va bene!
Perché comunicare è molto più di quel che si dice
Ovviamente le mie non sono recensioni, se fossero recensioni sarebbero molto più belle e ben strutturate, sono impressioni su ciò che mi capita di leggere :-)
domenica, 16 settembre 2007
Io adoro le bancarelle, mi piace girarci per trovare cose strane e nuove e comprarmele (se non costano troppo), adoro quando chi gestisce la bancarella si prodiga in descrizioni minuziose della sua merce, delle particolarità che ha e delle curiosità... mi piace, mi fa pensare che in un certo senso la persona ami ciò che vende e questo è fondamentale: non si può essere buoni venditori senza apprezzare la bontà dei propri prodotti, non dal mio punto di vista almeno!
E così qualche tempo fa son venuta a conoscenza della tillandsia, una piantina riservata e silenziosa che rientra nelle due categorie di piante adatte a me: ossia le piante acquatiche (che essendo immerse in acqua non mi fanno correre il rischio di morire di sete perché mi sono dimenticata di innaffiarle) e le piante grasse (che oltre a non darmi problemi di acqua sono così gentili da non dare nemmeno grossi problemi di esposizione al sole e di solito sopravvivono anche a me).
Trattasi di una pianta grassa che a detta di chi me l'ha venduta assorbirebbe le radiazioni del pc e del telefonino e vivrebbe di aria e qualche spruzzatina di acqua ogni tanto. L'ho incollata su dell'ametista e mi pare che stia abbastanza bene, è in mio possesso da 20 giorni e regge botta... molto brava, mentre studio ogni tanto la guardo e le sorrido, perché c'è chi sostiene che parlare alle piante le fa crescere meglio, ma a me fa sentire pazza (più di quel che sono) così le sorrido confidando che riesca a percepire il mio affetto anche in questo modo (e da parte di una pianta che assorbe le radiazioni me lo aspetto!).
Oggi invece mi sono imbattuta in ciondolini realizzati in ceramica raku. Come mi sono avvicinata alla bancarella mi è stato chiaro che avrei acquistato: un'intera famiglia dedita alla ceramica in base a stili differenti e tutti ansiosi di spiegarmi come si face e come lo facevano, mi sono risultati subito simpaticissimi! Scartati i piatti realizzati dal ragazzo (costavano davvero troppo per le mie tasche anche se dato l'elevato livello artistico meritavano tutti quei soldi fino all'ultimo centesimo) mi sono dedicata ad osservare i ciondoli assistita dalla mamma che mi ha spiegato il procedimento per realizzare la ceramica raku.
E così, sarà che raku significa gioia, sarà che non possono esistere due moniliri raku identisi, sarà che è di origine giapponese e io amo il giappone, me ne sono tornata a casa con un bel fiorellino dai petali di una tinta indefinita fra il verde e il dorato.
Ma cos'è che accomuna la tillandsia alla ceramica raku? Sono due cose belle e io amo le cose belle :-)
domenica, 17 giugno 2007
Si dice che il samurai segua la via della katana, si dice che esso dedichi tutta la sua vita al bushido e all'arte della spada con una tenacia e una dedizione assolute.
Io non ho la katana e non sono provvista di tenacia e dedizione assolute da dedicare a nulla, io ho solo un boken (la spada di legno usata nei dojo durante le esercitazioni) e tanta voglia di divertirmi e di stare in compagnia.
Ecco perché il mio volto non è mai serio, ecco perché ho già le rughe del riso attorno agli occhi (e non farò nulla per mascherarle), eppure a volte mi pare che praticare l'aikijujitsu mi cambi.
Lo avverto in una sorta di luce interiore che ho perso alcuni anni fa e che ora riappare in profondità, all'interno del midollo dell'anima, leggermente differente, ma indiscutibilmente riconoscibile.
Combattere, giocare, toccare, afferrare, cadere, e rialzarsi, e cadere di nuovo e tornare in piedi (magari anche perché qualcuno ti porge la mano e ti aiuta), insegnare al proprio corpo l'equilibrio, una sequenza, a sopportare il dolore, a divenire elastico, e duro, e scatante...
Tutti gesti fisici che inspiegabilmente mi hanno acceso l'anima di una luce antica e sempre nuova.
sabato, 16 giugno 2007
Gli esami non finiscono mai!
Ho una pausa con gli esami universitari e vado a fare l'esame di cintura!
beh, non immaginate nemmeno quanto sono contenta!
Adesso vi racconto la travagliata storia della "cintura verde che non riesco a prendere"
Se fosse andato tutto per il verso giusto adesso starei per diventare cintura BLU e invece no!
Tutto iniziò a novembre quando giocando a fare la lotta (mica con le tecniche spaccaossa, giocando... se ci penso mi viene male) mi sono distrutta il piedino sinistro!
Ma dico io! L'anno scorso mi sono schiantata a terra con un mio compagno e per 30 secondi di panico non riuscivo a respirare, quest'anno il piede... ma dove andrò a finire? E sempre per far versi!
Beh, era così gonfio che non entrava manco nelle ciabatte aperte,
il mio primo pensiero è stato "è rotto"
il secondo "non posso fare l'esame da cintura!!!"
-Mica preoccuparsi per il lavoro a cui non potevo andare, no, la cintura... vabbé io sono fatta così!-
Per fortuna ci ho preso solo col secondo pensiero e considerata la mia innata incoscienza dopo un paio di mesi di convalescenza in cui facevo attenzione al piede ed ero guardinga ho smesso di farci caso e sono tornata quasi alla norma, fatto sta che adesso finalmente posso recuperare l'esame e diventare verde!
Tremate gente, sta nascendo una nuova stellina delle arti marziali!
ecco una foto di qualche tempo fa... indovinate chi sono!
www.yoseikanrovigodojo.it/gruppo%20palestra.JPG
martedì, 13 marzo 2007
Gli dei della morte possiedono un quaderno nero su cui scrivendo il nome di una persona questa morirà di infarto a meno che non venga precisato il modo con cui si desidera che questa muoia. Perché il meccanismo funzioni nome e cognome devono essere scritti correttamente e chi li scrive deve avere presente la faccia della vittima.
Gli dei della morte usano questo quaderno perché uccidendo prematuramente le persone si allungano la vita di tanti anni quanti ne hanno rubati alla vittima, in tal modo hanno acquisito vite eterne con la controindicazione che dopo svariati secoli iniziano ad annoiarsi a morte.
Così un giorno Ryuk, esasperato dalla vita eterna, lascia cadere il suo quaderno sulla Terra e questo finisce in mano a Light Yagami, un geniale studente dalla mente brillante e la morale distorta che decide di usare il quaderno per creare il mondo perfetto facendo finalmente divertire il dio della morte col suo fare cinico
Questo in soldoni l'esordio di una storia senza eroe che capitolo dopo capitolo si fa sempre più avvincente e trascina il lettore nel delirio lucido del protagonista
Alla fine di ogni albo non si può fare a meno di chiedersi:
se io avessi il Death note cosa ne farei?
E io vi giro la domanda: se poteste uccidere restando con le mani pulite, senza venire scoperti o incriminati cosa fareste?