"Gigliola!!!! Cavoli, ho cancellato sms!!!
Come eravamo rimasti d’accordo per domani??? Dove e a che ora???
Dai dai!!!
Allora : Ricordo che è per domani, verso sera, vero??
E poi…??
Io rincoglionito completamente in questo periodo..
bacio!"
Guglielmo le lasciò questo messaggio nella segreteria telefonica e Gigliola, ascoltandolo sorrise divertita: come poteva aver dimenticato una cosa del genere. Giocherellò con la penna chiedendosi se torturarlo con una mancata risposta, poi, sempre con la penna, digitò velocemente il numero sulla tastiera del telefono.
:-Pronto?-
Gigliola rimase in silenzio: la voce all'altro capo del telefono non era quella che lei si aspettava di sentire.
:"si pronto? chi e?"
"sono Gigliola! tu chi sei?"
"Cercavi Guglielmo? Guglielmo non c'e'. Quel Guglielmo non c'e'.
Si e' allontanato momentaneamente. Io sono il suo guardiano, di fatto... sono una specie di Guglielmo, depurato dallo sporco che Guglielmo deve affrontare giornalmente. Se vuoi, di a me."
:-A te? Non ci penso nemmeno!-
riagganciò arrabbiata
Come poteva essere? Cosa era accaduto?
Guardiano?
Di che si trattava?
Le domande le si affollavano in testa, poi prese la decisione
"Quasi quasi richiamo..." pensò Gigliola... "Quasi quasi richiamo."
"Devo capire, se era uno scherzo, o se qualcosa mi sta sfuggendo."
Gigliola sapeva intimamente, che non si trattava di uno scherzo, ed altrettanto intimamente, sapeva che stava accadendo qualcosa di non percepibile bene all'istante, di qualcosa di finemente fuori dagli schemi razionali, con i quali era abituata a confrontarsi.
Rifece il numero. Rimase in attesa. Cuore che cominciava ad aumentare i battiti. Tensione paura emozione e senso di vuoto, era ciò che viveva in quell'attimo.
:-Pronto?- questa volta un'altra voce, stanca, turbata, rotta dalla vita.
Gigliola attese
:-Pronto, chi è?-
e attese
:-Gigliola sei tu?-
annuì
:-Lo sapevo che eri tu!-
sorrise
:-Oh, si , sorridi, ti preferisco quando sorridi-
:-Guglielmo-
:-Gigliola sono io parlami, parlami ti prego. Parlami forte, irrompi come credi urlami, ma tienimi qui. Ho avuto paura di non tornare. Sono ancora scosso e impaurito, sudato e tremo che non riesco a fermarmi. E' stato un corto circuito credo, troppo troppo troppo di tutto e non sono riuscito a fare fronte. Una esplosione di input, io non riesco Gigliola, non riesco a gestire....
Sono tornato ora, lo sento, sono tornato e tienimi qui. Di la, di la tu non puoi nemmeno immaginare cosa ci fosse, il buio? Il buio non è niente, il buio è luce rispetto a ciò che c'è di là! C’e’ un buio luminoso… che ti sconvolge e ti ammalia… ma ci vuole forza, sicurezza, un coraggio che non ho.
Gigliola, non lasciarmi...-
:-Io non ti lascio Guglielmo, no, io non ti lascio ne mai ti lascerò-
Era amore, in quel momento era amore ed entrambi lo sapevano.
Si era amore
Era la colla, che teneva saldamente ancorato a terra Guglielmo.
Il collante al quale si aggrappava con tutte le sue forze
Sentiva che stava cambiando qualcosa, che stava accadendo qualcosa.
Si sentiva scivolare via a volte, sciogliere come ghiaccio al sole, e come liquido fluire via, in… in quel posto, che lo affascinava e terrorizzava nel contempo.
Alcune volte si accorgeva che stava per accadere, e con uno sforzo, con la ripresa di attività improvvise, riusciva ad ancorarsi a terra, a questa terra. E il pensiero costante di Gigliola, il pensiero di potere perdere Gigliola, lo aiutava a vivere dove normalmente si vive. Dove normalmente tutti viviamo.
Era da tempo ormai, che Gigliola aveva percepito questi cambi di umore, queste assenze, a volte fisiche a volte mentali.
Era da tempo che non vedeva brillare più l’aurea di Guglielmo, quell’aurea splendente, che lo aveva contraddistinto da sempre, e che la aveva catturata ormai 10 anni fa.
10 anni, roba da non credere, eppure, anche se quest'aura si era spenta, lei sapeva che bastava poco, pochissimo per avere ancora il suo Guglielmo così com'era: splendente di luce
:-Sono qui, non ti lascio, raccontami, raccontati...-
:-Gigliola, vorrei che mi raccontassero, che mi raccontassero gli altri. Io non so più.. sono confuso, spaventato. Non so cosa mi succede. Mi rifugio nell'amore, nel tuo amore, e trovo equilibrio. Ma arrivano ondate, ondate come di energia, che mi spiazzano e mi portano via. Ho sognato e continuo a sognare, un Guglielmo che mi lascia con le gambe rigide, non mi permette di potere scappare da Lui.
E' un Guglielmo... che si definisce "depurato". "Io sono il tuo guardiano" mi dice. Ho sognato e continuo a sognare, ti dico. Ma non e' vero, lo so. Ci sono stato e ci continuo ad andare, ecco la verità. Non sogni, ma stato di sublimazione che mi porta a sciogliermi, ed a trovarmi ...là, di là.
La e' dove posso credere che valga la pena, e' dove non ti senti svuotato, dove non sento crescere ed esplodere quelle palle di nero dentro al petto. Dove ci sono i colori che non conosci, Gigliola. Esistono colori che sembrano venuti dallo spazio, che non esistono. In quel buio luminoso, fatto di un’energia nuova, è la dove capisco, dove attingo, dove mi sfamo, ed è qui dove distribuisco. Ma ho paura, di non essere più capace a tornare, un giorno.
:-Gigliola, io Ti Amo.
:-Guglielmo io ti amo, non ti lascio, verrò con te.
Neanche se ne accorse lei… Fu solo uno stato dell’essere diverso, improvviso.
Avvenne il miracolo e si persero l'uno nell'altra, infinitamente, dolcemente... si persero e non tornarono più indietro, perché non ce n'era bisogno, vagarono per quei mondi, mano nella mano, cellula nella cellula, frammisti, vagarono.
Lasciarono solo un'immagine vuota alle loro spalle, due contenitori vuoti.
I rispettivi genitori, quotidianamente, li vanno a trovare in clinica, dove sono stati ricoverati da mesi ormai.
Ma non hanno perso le speranze, perchè li sentono vivi, vibrare, anche se davanti si trovano due corpi inermi, occhi vuoti, ridotti allo stato vegetale.
Li hanno lasciati vicini su un unico letto, perchè, se anche immobili ed inermi, continuano instancabilmente, a stringersi le mani.