Blog rosso in solidarietĂ  ai monaci in Birmania




giovedì, 02 agosto 2007
Per chi non sapesse chi è la Jeune-Fille QUI

In amore più che altrove, la Jeune-Fille si comporta come un ragioniere che sospetta sempre di amare più di quanto sia amata, e di dare più di quanto riceva

L'Io della Jeune-Fille ha lo spessore di una rivista


Vi invito a riflettere su queste due frasi, sul fatto che non è vero che noi amiamo gli altri più di quanto loro amino noi, vi invito a riflettere su come solo un essere piccolo come la Jeune-Fille possa arrivare a siffatta conclusione, perché chiunque altro se guarda a sé con onestà e lucidità saprà che amare ed essere amati sono due azioni direttamente proporzionali fra loro. Perché chi ama prima o poi riceverà amore, è solo chi  non riesce ad amare che non può ricevere amore, solo chi ha il proprio IO spesso come una rivista può giungere a questa conclusione.
Il fatto è che bisogna iniziare dando se si vuole ricevere.
postato da: Shoruel alle ore 10:51 | Permalink | commenti (4)
categoria:pensieri, libro, jeune-fille


mercoledì, 25 luglio 2007
Tempo fa accennai a un testo che avevo intenzione di leggere
Elementi per una teoria della Jeune-Fille
l'ho acquistato l'ho letto, lentamente, cercando di assorbirlo, e nel leggerlo o sorriso amaramente e mi sono arrabbiata, ho riflettuto, molto, credo che sia un libro che si dovrebbe fare leggere negli istituti superiori, per far riflettere i nostri ragazzi, per far aprir loro gli occhi...
Partiamo da una doverosa premessa
La Jeune-Fille non è una ragazza giovane (traduzione letterale dal francese), la Jeune-Fille è un modello a cui si tende.
La nostra società è fondata ormai su due valori: la gioviniditudine e la femminilitudine che tutti inseguono.
"Tutte le figure passate dell'autorita patriarcale, dagli uomini politici al padrone passando per lo sbirro, risultano modellate sulle Jeune-Fille, fino a quella suprema, il papa".
Ecco perché si parla Jeune-Fille, per indicare questi due valori, non perché ci si riferisca solo a ragazzine.
Ed ecco che allora siamo tutti potenzialmente coinvolti.

Riporto qualche aforisma che mi ha colpito con più forza, comunque vi invito tutti a comprare questo libro e a leggerlo, è illuminante

Quando la Jeune-Fille è giunta al limite di età dell'infantilismo in cui diventa inevitabile porsi il problema dei fini per non trovarsi  di colpo a corto di mezzi (il che in questa società può capitare assai tardi) si riproduce. La paternità e la maternità costituiscono un modo come un altro, e non meno vuoto di sostanza di tutti gli altri, di rimanere sotto l'impero della necessità

La Jeune-Fille non si accoppia per un trasporto verso l'altro ma per sfuggire al suo insopportabile niente

La Jeune-Fille occupa il nodo centrale dell'attuale sistema dei desideri

Per ora avete abbastanza su cui riflettere, ma tornerò
postato da: Shoruel alle ore 13:52 | Permalink | commenti (13)
categoria:pensieri, libro, societĂ , jeune-fille


martedì, 26 giugno 2007
Ovvero: si può essere sexy anche uscendo da sto cazzo di non-corpo che ci impone la nostra società malata come modello.
Riflessioni di Shoruel ed Esis su un testo di Paola Manuzzi


Premetto: so che esistono persone che indossano la taglia 40 perché minute di costituzione, qui io non mi riferisco a loro e ai loro corpi, di certo quelle persone saranno sexy indossando una 40 perché la 40 è la loro taglia, io qui parlo a tutte quelle che non porterebbero la taglia 40 ma fanno di tutto per entrarci per rispettare i canoni estetici malati dell'odierna società occidentale.

Perché scagliarsi contro la nostra società?
Perché non si può tendere all'infinito alla gioventudine e alla femminilitudine, perché io sono il mio corpo e non lo voglio torturare, io lo voglio amare, lo voglio amare così com'è.

Perché io la 40 non l'ho mai indossata, pur essendo stata magrissima e non indossare la 40 una volta era normale, adesso fa sentire grasse e brutte, adesso che l'ipermagrazza si è imposta a noi in modo aggressivo.
Siamo addestrate sin da bambine a guardare a modelli irraggiungibili, di una magrezza estrema, che evoca morte, non solo per il richiamo all'anoressia, ma anche per la messa in evidenza di uno scheletro che ricorda l'Africa, la fame, la povertà; una magrezza fatta di sensi di colpa davanti a un gelato mangiato con le amiche, sensi di colpa che ci impediscono di cenare; una magrezza che ci dice: non puoi essere sexy se non sei come Barbie, se non sei come le Bratz (modello antipatico e pronto alla prostituzione della cugina Barbie), non puoi essere sexy se non sei come le modelle/attrici/veline magre, ma con 2 tette abnormi (e passi che con la chirurgia estetica si fa di tutto, ma la maggior parte delle persone non li sa i miracoli di un buon trucco, di una buona inquadratura, di un buon uso di Photoshop...).

Io li odio quei corpi vuoti, non corpi, pubblicizzati come perfetti, ambiti come perfetti, ma che in relatà sono tutto meno che perfetti.
Quelli pubblicizzati sono non corpi, non espressione di chi li abita, non concreti, pronti a rompersi, inutili e inutilizzabili che secondo me non riescono nemmeno a dare piacere a chi li abita, perché mentre si mangerà si penserà ale calorie e anche mentre si farà l'amore si avvertirà il fatto che non si è raggiunta la perfezione.

Ci si strappano i capelli e lacerano le vesti ogni volta che si parla di anoressia, ma guardatevi attorno, guardate le pubblicità che ci vengono proposte, quelle sono i modelli che subdolamente si insinuano nella mente nostra e nella mente delle giovanissime!

Liberiamoci da questa schivitù, urliamo basta a chi ci dice che non si può essere sexy senza indossare la 40, io mi sento sexy, io sono sexy, non per tutti gli uomini forse, ma per alcuni lo sono e tanto mi basta e fanculo la 40, io porto la 44 a volte anche la 46 ma sono bella perché mi piaccio, perché il mio corpo ha le forme che deve avere il corpo di una donna, talvolta un po' troppo accentuate, ma meglio essere formose che sformate, perché è sformato il corpo di chi non mangia.

Perché modello burka occidentale?
Perché come il burka cela la donna dietro a un modello imposto dalla società così da noi la taglia 40 omologa e appiattisce le donne, le nasconde dietro a un modello imposto dall'alto, modello acquisito dopo anni di pubblicità e riviste e commenti...
Perché sia il burka che la magrezza eccessiva fanno presupporre un rapporto non naturale col proprio corpo, con la differenza che la magrezza è più subdola e troppo spesso presentata come buona.


Invito chi volesse approfondire a leggere
Elementi per una teoria delle Jeune fille di Tiqqun (pseudonimo di un gruppo di studenti e intellettuali parigini che hanno scritto il libro)
postato da: Shoruel alle ore 11:19 | Permalink | commenti (12)
categoria:pensieri, libro, manifesto, societĂ , jeune-fille