un altro pezzettino del mio libro... vi va?
Mi raccomando abbiate pietà perché sto scrivendo davvero di getto questa volta
Stagliuzzo un po' che già così viene un post troppo lungo
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Dopo di questo Nicla (così si chiama la ragazza) viene trasportata in un altro mondo da un elfa alata (Livia) che lei aveva inizialmente scambiato per un angelo ed ecco il loro ingresso, precedentemente descrivo anche brevemente la geografia fantastica, vi basti sapere che i leoni sono i cattivi
Fluttuarono per un periodo indefinibile in una specie di nebbia tiepida e lattiginosa, poi, tutto ad un tratto, iniziarono a sentirsi attratte da un punto di quello spazio amniotico e iniziarono a cadere.
No, niente apparizioni in pose plastiche per fare l’ingresso nel nuovo mondo, le due ragazze precipitarono malamente, Livia, con le sue candide ali riuscì a salvarsi, ma Nicla per poco non si slogò la caviglia. Le foglie che erano cadute numerose dagli alberi non solo non attutirono il colpo, ma la fecero scivolare per quasi mezzo metro, fino a quando finì a sbattere con la coscia contro il tronco di un albero
:-Ahio!- gemette Nicla massaggiandosi la gamba, non erano certo quelle le parole che si aspettava di pronunciare appena arrivata in un mondo fatato, avrebbe voluto chiedere a Livia perché l’avesse chiamata “figlia della luna”, perché le era bastato indossare il medaglione per venire sbalzata in quella realtà, dove diavolo erano finiti di preciso e mille altre, cose, e invece le uscì solo un “Ahio!”.
Livia l’aiutò a rialzarsi e a ripulirsi dalle foglie, l’elfa sorrideva e nonostante non si aspettava che la magia le trasportasse così lontane da palazzo non sembrava particolarmente irritata dall’accaduto, in realtà, forse a causa del carattere gioviale, Livia non sembrava mai essere contrariata da nulla, non si era arrabbiata od offesa quando Nicla l’aveva scambiata per un maschio, né si era risentita per questo imprevisto, pareva che nulla potesse spazzare via il sorriso dalle sue labbra.
:-Dimmi, dov’è di preciso il palazzo in cui dovremmo essere?- chiese Nicla dotata di un maggiore senso pratico
:-Di preciso non saprei dirti, ma sono certa che lo troveremo!-
:-Se vuoi posso provare a riutilizzare la spilla per arrivarci-
:-No meglio di no-, disse seria Livia, -potrebbero avvertire la tua presenza e cercare di catturarci o ucciderci, magie così potenti sono facili da individuare-
Nicla parve turbata da quella rivelazione
:-Scusa-, chiese quindi con una voce che si trovava a metà via fra il tono perplesso e quello arrabbiato, -chi ci dovrebbe catturare?-
:-Ma i leoni di Azinel!- esclamò l’elfa come se stesse dicendo la cosa più scontata del mondo
:-I leoni, già, dimenticavo- concluse in tono amaramente ironico Nicla. Sapeva che c’era poco da scherzare, essere catturati da un leone doveva necessariamente essere tremendo, anche se non si capacitava di come una bestia selvaggia potesse catturare senza uccidere, ma tutto era così incredibile che nulla poteva essere escluso. Davanti a lei non c’era forse una creatura alata identica in tutto e per tutto alle nostre rappresentazioni di cherubini, e anche se l’ambiente in cui si trovavano, un ameno boschetto, era familiare la sola presenza di Livia bastava a fugare ogni dubbio.
L’elfa si alzò in volo sopra le cime degli alberi, era abilissima a far si che le sue ali non urtassero i rami degli alberi e i suoi movimenti esprimevano una grazia che le forme rotondette non lasciavano intuire. Dopo essersi guardata un po’ intorno ridiscese e comunicò
:-Il castello è da quella parte, dobbiamo procedere per di là-
avere una compagna di viaggio alata era indubbiamente comodo!
Le due si misero in cammino di buona lena, Nicla notò come l’elfa non lasciava quasi orme sull’erba, era delicatissima, non spezzava rametti e non piegava fiori, guardarla era un vero spettacolo, inoltre non appariva per nulla fiaccata dal ritmo veloce della marcia che invece l’aveva lasciata ben presto a corto di fiato.
“Cavoli, ma come fa questa? Sembra che voli anche quando cammina!” pensava Nicla in preda a un sentimento d’invidia, avrebbe voluto essere così fresca e riposata anche lei, invece ogni minuto la vedeva più rossa in viso, con la vista più appannata e i riflessi più lenti… non stupisce perciò il fatto che non si rese conto che un leone si stava avvicinando alla loro destra.
I leoni, fino a quel giorno, Nicla li aveva visti solo al circo in TV o in qualche gabbia allo zoo, spesso intontiti dalla cattività e mezzi addormentati, ma vederli nel pieno della loro vitalità così da vicino era tutto un altro discorso. Vedere poi un leone che indossava su collo e spalle una specie di pesante corazza riccamente decorata in cuoio e metallo era al di sopra di quanto potesse sopportare, ma se credeva di aver raggiunto l’apice dello stupore si sbagliava, perché quasi le venne il singhiozzo quando la bestia gli si rivolse dicendo
:-Gentili signore, abbiate la cortesia di fermarvi-
lanciò un urlo terribile e quasi svenne.
Passassero pure i leoni guerrieri, poteva tollerarli, e passasse pure che fossero protetti da corazze simili alle nostre armature, ma che parlassero questo era troppo!
:-Non dovete temere, vi ucciderò in modo indolore- continuò il leone, ma la sua rassicurazione, detta con un tono di voce pacato e profondo non riuscì a tranquillizzare nemmeno un po’ Nicla che in preda al panico non trovò niente di più saggio da fare che scappare.
In realtà non si trattava di una gran mossa, infatti per scappare doveva necessariamente voltare le spalle al leone, ma era l’unica plausibile che le venisse in mente, solo più tardi imparò che con i leoni si può anche trattare, che sono bestie vanitose e cupide e se non ti attaccano direttamente in realtà non sono del tutto decisi ad ucciderti e si può cercare di fargli cambiare idea con un numero adeguato di pepite d’oro, ma di fronte al tentativo di fuga il leone si lasciò sopraffare dall’istinto, con una leggera zampata scaraventò Livia contro un albero facendola svenire e in un balzo si mise davanti a Nicla
:-Cosa c’è-, ruggì con un tono ancor più cupo, -non apprezzi la mia idea di morire in modo indolore? Se insisti posso farti molto molto male prima di ucciderti…-
Nicla aveva la schiena e la fronte completamente gelate eppure continuava a sudare, sentì un formicolio sul dorso delle mani, come quando correva il rischio di cadere da sopra l’albero, era la paura che si stava impossessando del suo corpo, il leone fiutò il terrore della sua preda e parve prendere gusto a giocarci
come se la caverà la nostra eroina? Che ne sarà di lei e Livia? Io lo so, voi no :-P